venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 20:17

«Mio fratello ha ucciso Meredith Kercher». Assolto il pentito bugiardo

Luciano Aviello scrisse cinque lettere incolpando il parente dell’omicidio di via della Pergola

di En.Ber.

Accusò il fratello di aver ucciso Meredith Kercher ma otto anni dopo quella calunnia il tribunale lo assolve perché «il fatto non sussiste». Si è concluso il processo contro Luciano Aviello, pentito di camorra, il quale durante il processo di primo grado ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito scrisse cinque lettere ai difensori della studentessa americana incolpando il fratello dell’omicidio di via della Pergola. Aviello, napoletano di 49 anni, tra le altre cose aveva raccontato agli investigatori di aver conosciuto Sollecito durante il periodo di detenzione nel carcere di Terni. L’assoluzione del’imputato è stata sollecitata stamani in aula anche dalla Procura in seguito alla testimonianza di un poliziotto della squadra mobile che in aula ha spiegato di non aver avviato accertamenti sulle dichiarazioni di Aviello poiché ritenuto inattendibile.

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