di Chiara Fabrizi

Illegittimo il silenzio del ministero dell’Ambiente della Sicurezza (Mase) energetica sul maxi impianto agri fotovoltaico “Torre dell’Oliveto”, che la Greencells Italia ha chiesto di costruire lungo la Pievaiola nel territorio comunale di Magione. Tanto che ora, con sentenza, è il Tar dell’Umbria a dettare i tempi.

Lo ha stabilito l’8 ottobre il collegio dei giudici amministrativi (presidente Ungari) accogliendo il ricorso della società che sollecita da 11 mesi il Mase a pronunciarsi sulla procedura di Via (valutazione impatto ambientale) avviata il 12 gennaio 2024 e su cui laconsultazione, con osservazioni e controdeduzioni, si è conclusa il 14 agosto 2024. Da allora, però, la Greencells non ha avuto più nessuna comunicazione dal Mase sull’esito del procedimento, nonostante la serie di sollecitazioni scattate a partire dal dicembre scorso per capire le sorti del procedimento burocratico.

In ballo c’è, infatti, la realizzazione dell’impianto che avrebbe «una potenza nominale complessiva di 26.260 kWp e una potenza di immissione in rete pari a 20,7 mw», andando a occupare «una superficie totale di interesse di 37 ettari di cui 27,5 interessati dall’effettiva realizzazione delle opere, ovvero inclusi all’interno della recinzione d’impianto», come si legge nello studio di impatto ambientale dell’impianto agri fotovoltaico, che porterebbe lungo la Pievaiola in zona Magione oltre 39 mila pannelli solari.

In questo quadro, fatto soprattutto di superamenti dei termini previsti, il Tar scrive in sentenza che il «l’inerzia, tuttora perdurante, deve ritenersi maturata a fronte del superamento del termine di 30 giorni (maturato il 7 ottobre 2024) entro il quale la Commissione tecnica Pnrr-Pniec avrebbe dovuto adottare lo schema di provvedimento Via», che al massimo va predisposto «entro 130 giorni dalla pubblicazione della documentazione trasmessa con l’istanza di Via», termine anche questo «scaduto il 19 agosto 2024».

Da qui la decisione del Tar che, «in accoglimento del ricorso, dichiara l’illegittimità del silenzio serbato dal Mase con contestuale condanna a provvedere sull’istanza» presentata della Greencells. In particolare, è scritto in sentenza, «la commissione tecnica Pnrr-Pniec dovrà predisporre lo schema di provvedimento di Via entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza», mentre «il direttore generale del ministero dell’Ambiente dovrà adottare il provvedimento conclusivo del procedimento entro i successivi 60 giorni decorrenti dalla ricezione dello schema da parte della commissione». Infine, «in caso di ulteriore inadempimento degli organi ordinariamente competenti il capo del Dipartimento sviluppo sostenibile del ministero, quale titolare del potere sostitutivo, adotterà i provvedimenti sopra descritti entro i successivi 60 giorni». 

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