di Enzo Beretta

Chiede di patteggiare la sua pena a un anno, otto mesi e 17 giorni di reclusione il calabrese di 33 anni accusato di maltrattamenti in famiglia per aver vessato la moglie con continue richieste di denaro destinate all’acquisto di stupefacenti, minacce di morte e insulti ripetuti. L’udienza che si è celebrata questa mattina davanti al giudice Elena Mastrangeli è stata rinviata al 13 giugno: c’è già l’accordo (sulla pena, sospesa) tra il pubblico ministero Franco Bettini e il legale dell’imputato, l’avvocato Alessandro Grillo. 

Le accuse Si legge nelle carte della Procura della Repubblica di Perugia che che «ripetutamente» l’imputato «avanzava nei confronti della donna, anche più volte al giorno, richieste di denaro finalizzate all’acquisito di stupefacente» e «in tali circostanze la minacciava, anche di morte, compiendo atti diretti a danneggiare le suppellettili dell’abitazione comune». Non sono mancati gli «insulti». Secondo le accuse contestate l’uomo avrebbe creato un «clima di paura e di sostanziale invivibilità» anche legato al suo «stile di vita» in quanto «dedito al consumo di stupefacente». 

Pm: ‘Condotte abituali’ Il pubblico ministero Franco Bettini parla di «condotte abituali e reiterate» di maltrattamenti da parte dell’imputato nei confronti della convivente. Questioni che hanno indotto la magistratura a sottoporlo «per questa causa alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare». 

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