Beccati mentre rubavano Nel corso della mattinata di ieri, martedì 29 marzo, i carabinieri di Stroncone hanno arrestato, per furto aggravato, tre cittadini italiani residenti a Terni, un uomo e due donne, tutti con precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio. Sono stati sorpresi dai militari impegnati nel normale servizio di controllo del territorio intenti ad asportare rame ed acciaio dall’interno di un’azienda che si trova nella zona industriale di Vascigliano di Stroncone. Una volta sorpresi i tre hanno tentato di fuggire ma sono stati prontamente bloccati dai carabinieri, che li hanno tratti in arresto. Questa mattina si è svolto il giudizio direttissimo nel corso del quale tutti e tre gli indagati hanno richiesto di poter usufruire dei termini a difesa, pertanto è stata fissata la nuova udienza che si terrà il 13 aprile prossimo, in attesa della quale per l’uomo e per una delle donne sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per l’altra donna è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
cittadino tunisino pluripregiudicato Nel pomeriggio di lunedì pi carabinieri di Collescipoli hanno arrestato, per essere rientrato clandestinamente sul territorio nazionale a seguito di espulsione coatta, un cittadino tunisino pluripregiudicato. Dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza il tunisino è stato giudicato per direttissima ma ha richiesto di poter usufruire dei termini a difesa, e pertanto è stata fissata nuova udienza per il 14 aprile, in attesa della quale è stata disposta a suo carico la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Immigrazione Nel solo mese di marzo, sono stati disposti dal questore di Terni otto rifiuti e quattro revoche di permesso di soggiorno nei confronti di dodici cittadini stranieri considerati pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione, in seguito alle comunicazioni ricevute di denunce e condanne riportate dagli stranieri, fra gli altri per i reati di spaccio di droga, rissa, lesioni, estorsione, fino alla rapina e al sequestro di persona, hanno avviato indagini e controlli per verificare se gli stessi fossero ancora in possesso dei requisiti necessari per avere diritto al titolo di soggiorno. Il quadro che ne è emerso parla di individui in possesso da anni di regolare permesso di soggiorno per lavoro, in alcuni casi ottenuto beneficiando di sanatorie, che hanno preferito darsi al crimine, svolgendo solo per brevissimi periodi attività lavorative regolari, in modo da usufruire completamente dei benefici di legge previsti per i periodi di disoccupazione, come verificato dagli agenti presso l’ufficio Inps.
I ricorsi Un cittadino albanese, di 36 anni, ha presentato ricorso al rifiuto del rinnovo del suo permesso di soggiorno al Tribunale dei Minori di Perugia, ma il giudice ha respinto la sua istanza, giudicando il suo comportamento del tutto contrario ai principi dell’unità familiare e non in grado di trasmettere ai figli insegnamenti validi per loro crescita, ed ha ritenuto il ricorso presentato solo come un escamotage per evitare l’espulsione. Una dominicana di 42 anni, un dominicano di 30, un’ucraina di 45 anni e nove albanesi di età compresa tra i 22 e i 36 anni, sono stati allontanati dal territorio nazionale, considerate le possibilità nulle di un loro positivo reinserimento sociale nel nostro Paese.
L’ambulante che infastidisce Ieri mattina alle 10 alcuni poliziotti di quartiere, sono stati avvicinati da passanti che hanno riferito di essere stati infastiditi con richieste pressanti di denaro da un giovane venditore ambulante. Hanno fornito una descrizione del giovane e poco dopo gli agenti lo hanno fermato davanti ad un supermercato mentre tentava di vendere alcuni oggetti; controllato, è risultato essere titolare di un permesso di soggiorno valido, rilasciato dalla questura di Napoli, ma sprovvisto dell’autorizzazione necessaria per il commercio in aree pubbliche. Per questo motivo, il diciannovenne jugoslavo è stato multato per oltre 5.000 euro e la merce è stata sequestrata.

