
di Francesca Marruco
La portata della decisione dei giudici di secondo grado di Perugia è data dalle lacrime di gioia di Amanda e Raffaele. Gli ex fidanzati, per la prima volta dopo più di tre anni in carcere, intravedono uno spiraglio per dimostrare quello che sostengono da sempre: la loro innocenza rispetto al crimine tremendo per cui vengono accusati. Questo perché la Corte d’assise d’appello di Perugia ha concesso la riapertura dell’istruttoria dibattimentale, come le loro difese chiedevano.
Nuove perizie La corte d’assise d’appello di Perugia, con un’ordinanza emessa nel pomeriggio, ha disposto l’acquisizione di tutti i documenti presentati dalle difese e di di nominare due periti del tribunale che effettueranno nuove perizie sul coltello ritenuto l’arma del delitto e sul gancetto del reggiseno di Meredith dove venne isolato il dna di Raffaele Sollecito. La corte si è poi riservata di decidere in merito alle altre perizie tecnico scientifiche richieste dalle difese all’esito delle due concesse.
Nuove testimonianze Per quanto riguarda le testimonianze, la corte presieduta dal giudice Claudio Pratillo Hellmann, ha deciso di ascoltare quelle persone che la difesa di Raffaele Sollecito ha indicato in relazione alla testimonianza del clochard Antonio Curatolo. Antonio Curatolo, un clochard che staziona nella zona di piazza Grimana, ha affermato di aver visto Amanda e Raffaele la sera del delitto, e ha collocato il fatto temporalmente perché quella sera c’erano le navette per la discoteca. Secondo la difesa il testimone non può averli visti quella sera perché, come confermerebbero i testimoni, quella sera le discoteche erano chiuse e non potevano esserci servizi di trasporto. Quanto agli altri testimoni, la cui escussione era stata richiesta dalle difese, la corte si è riservata di decidere all’esito di quelle ammesse.
Periti potrebbero valutare anche su contaminazione Ai nuovi periti che dovranno effettuare le perizie concesse, la corte chiede di attribuire il dna presente sui reperti in questione e di stabilire il grado di attendibilità dell’eventuale attribuzione. Se questo non fosse possibile gli esperti dovranno allora valutare gli esami già agli atti. I periti dovranno valutare il grado di attendibilità degli accertamenti genetici eseguiti dalla polizia scientifica, anche con riferimento ad eventuali contaminazioni, come sostenuto dalle difese. I periti nominati dalla Corte, a cui verrà conferito l’incarico il 15 gennaio prossimo, sono Stefano Conti e Carla Vecchiotti dell’Università La Sapienza di Roma. Sul coltello, sequestrato in casa Sollecito, era stato trovato il dna di Meredith Kercher sulla lama e quello di Amanda Knox sulla parte finale dell’impugnatura. Il codice genetico di Sollecito, misto a quello della vittima, era stato invece isolato sul gancetto del reggiseno di Meredith, repertato 40 giorni dopo il primo sopralluogo nella casa del delitto.
Nuove perizie necessarie in base ad art. 533 L’articolo 533 del codice di procedura penale parla di condanna soltanto se l’imputato risulta colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio. Secondo i giudici di secondo grado, il rispetto di questa regola non consente di condividere totalmente la decisione della Corte di Assise di primo grado circa le richieste istruttorie formulate dalle difese degli imputati. I giudici nel dispositivo scrivono che, data la complessità della materia, i giudici stessi non potrebbero formulare valutazioni senza l’ausilio di un tecnico.
Richieste rigettate dalla Corte La Corte d’assise d’appello di Perugia non ha solo accettato le richieste fatte dalle difese, ha infatti respinto molte altre richieste fatte dalle difese. A partire da quella con cui i legali degli imputati chiedevano di sospendere le provvisionali nei confronti delle parti civili immediatamente esecutive. Passando da quella con cui la difesa Knox chiedeva di dichiarare nulle le sue dichiarazioni e i suoi memoriali utilizzati contro di lei nel procedimento che la vede imputata per calunnia verso alcuni poliziotti della Questura. I giudici hanno inoltre respinto le richieste di dichiarare nulla la sentenza di primo grado avanzata dalla difesa di Sollecito e quella di entrambe le difese di dichiarare nulle la richiesta di rinvio a giudizio e il decreto di rinvio a giudizio. La corte infine, data la complessità del procedimento ha sospeso i termini della scadenza della custodia cautelare in carcere per gli imputati.
La giornata in aula La mattinata era iniziata con l’intervento del pg Giancarlo Costagliola che non si opponeva alla richiesta di ascoltare Luciano Aviello e Mario Alessi, mentre si opponeva a quella dei testimoni concessi successigvamente alla difesa Sollecito. Il pm Manuela Comodi aveva poi spiegato come secondo l’accusa non ci fosse bisogno di ripetere alcuna perizia scientifica, opponendo un altro no della procura. Le parti civili, come prevedibile si erano associate alle considerazioni dei procuratori.
Previsioni e scenari Quando alle 15, la voce pacata del presidente Claudio Pratillo Hellmann aveva annunciato che la decisione della Corte sarebbe arrivata entro un’ora, nella mente di molti presenti la conclusione della giornata processuale era di tutt’altro tipo. Invece intorno alle 17 è arrivata la decisione, che ormai quasi nessuno si aspettava: il processo ricomincia. Per ora con due perizie e tre nuovi testimoni. Poi si vedrà. Per Amanda e Raffaele questa è una nuova speranza per poter dimostrare la loro estraneità. Per chi invece sostiene che i ragazzi siano colpevoli, queste perizie non potranno che accrescere la forza della tesi accusatoria.

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