di Chiara Fabrizi
Più del 70 per cento degli umbri dice di sentirsi sicuro quando la sera cammina da solo in strada nella zona in cui vive, tuttavia quasi il 55 per cento è molto o abbastanza preoccupato di subire furti in casa, circa il 40 per cento di essere scippato, il 35 per cento di diventare vittima di rapina o aggressione e il 34 per cento teme la violenza sessuale. Questi alcuni elementi che emergono dall’ultima indagine “Sicurezza dei cittadini” pubblicata dall’Istat e compiuta tra il 2022 e il 2023 su un campione di quasi 30 mila cittadini con più di 14 anni residenti in tutte le regioni. Le domande al centro delle interviste, sia telefoniche che in presenza, restituiscono il quadro della percezione della sicurezza degli umbri, delle loro paure, dell’impatto che queste hanno nella quotidianità e pure il giudizio sul lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
Va subito detto, comunque, che gli umbri sono consapevoli di vivere in una terra che garantisce buoni standard di sicurezza, tant’è che il 17,5 per cento si sente molto sicuro in strada da solo la sera e il 54 per cento abbastanza sicuro, anche se va segnalato che il 12,7 dice di essere poco o per niente sicuro e il 10,8 non esce mai da solo. L’86 per cento degli intervistati, poi, non ha problemi a definire poco o per niente a rischio la zona in cui vive con la sua famiglia, con il 78,9 per cento degli umbri che sottolinea come il livello di criminalità percepito sia lo stesso di un anno fa, ovvero per la stragrande maggioranza degli umbri non ci sono stati miglioramenti né peggioramenti.
C’è però una quota di popolazione che ammette di non uscire la sera per paura: al 12,1 per cento capita talvolta mentre per il 6,7 per cento è una regola. Inoltre, più di un umbro su quattro, precisamente il 27,7 per cento, sostiene di tenersi lontano da alcune zone del territorio in cui vive per motivi di sicurezza, mentre il 19,4 per cento segnala la presenza di aree degradate nella zona di residenza e il 34,5 lamenta strade poco illuminate sempre nell’area in cui abita. Durante gli spostamenti in auto, inoltre, circa il 40 per cento degli umbri fa scattare la chiusura centralizzata.
Dalle vie alla casa cresce, ma non potrebbe essere diversamente, la percezione della sicurezza che hanno gli umbri quando la sera restano da soli nelle proprie abitazioni: qui, infatti, è addirittura il 91 per cento degli intervistati a sentirsi molto o abbastanza sicuro. In questo quadro, il 54,4 per cento degli umbri assicura che la paura della criminalità influenza poco le proprie abitudine di vita, mentre il 22,8 per cento confessa di non esserne per nulla condizionata. Tutti sanno, però, che ci sono dei reati che creano un’apprensione tutt’altro che secondaria, il principale è sicuramente il furto in abitazione.
Qui va subito segnalato che il 45,1 per cento degli umbri si dice abbastanza preoccupato di subirne e il 9,4 molto preoccupato. Non sorprende, dunque, che più della metà dei residenti, precisamente il 53,6 per cento, adotta almeno «una strategia di difesa» per prevenire i furti in casa. I due metodi più diffusi non hanno nulla a che vedere con le conquiste tecnologiche, perché il 30 per cento degli intervistati chiede ancora ai vicini di controllargli la casa e il 25,1 per cento lascia ancora le luci accese quando esce coi rincari delle bollette che fanno quindi meno paura dei ladri. C’è poi chi si affida ai cani da guardia (14,9 per cento), alle assicurazioni contro i furti (14,5), chi alle armi da caccia e non (9,6) e chi alla vigilanza privata (3,9). Gli sviluppi della tecnica contro i ladri, invece, si riscontrano nella diffusione dei sistemi di sicurezza, anche se quelli più diffusi restano porta blindata (49 per cento) e bloccaggio delle finestre (25,4), seguono allarmi (22,8), accensione automatica delle luci esterne (21,5), inferriate a porte e finestre (17,4), cassaforte (12) e custode o portiere (1,6).
Infine il giudizio sulle forze dell’ordine: il voto che gli umbri assegnano è ampiamente sufficiente perché il 70,1 per cento ritiene che polizia e carabinieri riescano a controllare la cona in cui vivono, tuttavia il 29,9 esprime una valutazione negativa. Agli umbri è stato quindi chiesto con quale frequenza assistono al passaggio delle pattuglie nella strada in cui vivono, con la maggioranza relativa, cioè il 33,8 per cento, che quantifica in almeno una volta alla settimana, mentre il 15,9 ha risposto quasi mai o mai; il 15,6 più raramente di una volta il mese; il 13,7 almeno una volta al giorno; il 13,2 almeno una volta al mese; e il 7,8 non sa.
SICUREZZA, UMBRIA A CONFRONTO CON ALTRE REGIONI: TUTTI I GRAFICI
