martedì 28 gennaio - Aggiornato alle 16:05

Meredith, perquisita la cella di Luciano Aviello
il pentito pronto a scagionare Amanda Knox

Colpo di scena a poche ore dalla seconda udienza del processo d'appello che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher: la squadra mobile di Perugia ha perquisito la cella di Luciano Aviello su disposizione della procura di Perugia nell'ambito di un'indagine per calunnia.

Luciano Aviello in una vecchia foto segnaletica

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

Colpo di scena a poche ore dalla seconda udienza del processo d’appello che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher: la squadra mobile di Perugia ha perquisito oggi la cella di Luciano Aviello nel carcere di Alba (Cuneo) su disposizione della procura di Perugia. La perquisizione, da quanto si apprende, avverrebbe nell’ambito di un’indagine per calunnia a suo carico dopo che l’ex camorrista disse che ad uccidere Meredith Kercher era stato suo fratello Antonio. Sull’esito della perquisizione, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. La testimonianza di Luciano Aviello è tra quelle che la difesa Knox vorrebbe nel processo d’appello.

L’ex ragazzo dei quartieri spagnoli di Napoli, in carcere per associazione mafiosa, in un interrogatorio videoregistrato del 31 marzo scorso raccontò agli avvocati di Amanda Knox  di quella che era la sua verità sull’omicidio della povera Meredith. Una verità che scagionava Rudy Guede (condannato a 16 anni), Raffaele Sollecito (a 25) e Amanda Knox (a 26). Aviello infatti accusò dell’omicidio suo fratello Antonio. Disse Aviello: «A uccidere Meredith la sera del primo novembre 2007 è stato mio fratello. Lo so perché è stato mio fratello a confessarmi l’omicidio e a consegnarmi il coltello ancora sporco di sangue e un mazzo di chiavi. Li ho nascosti sotto un muretto, dietro casa mia, coprendoli con terra, gesso e calce. Se il Tribunale di Perugia si deciderà ad ascoltarmi, sono in grado di far ritrovare l’arma del delitto e quelle chiavi». Aviello infatti scrisse per ben tre volte al Tribunale di Perugia, ma non è mai stato interrogato.

Sempre secondo il racconto di Aviello, il fratello Antonio e un amico albanese, Florio, si introdussero nella casa per rubare alcune foto. Al posto delle foto però, stando al racconto, trovarono la ragazza inglese che si mise a urlare. «Antonio la colpì col coltello alla gola e poi cercò di soffocare le urla», mentre lei si difendeva «come una pazza».  A proposito del racconto di Aviello Carlo Della Vedova, uno dei legali della Knox, sostenne che «quello che ha da dire è molto significativo perché le chiavi della casa non sono mai state trovate e questo aspetto dovrebbe almeno essere verificato». L’avvocato difensore di Rudy Guede invece, Walter Biscotti, disse al giornale online Affaritaliani.it di non ritenere credibili le parole del pentito: «Sono frasi prive di fondamento. Non mi voglio illudere e non voglio far illudere nessuno. La popolazione carceraria è piena di gente che conosce gli autori di almeno la metà degli omicidi commessi in Italia. E queste lettere scritte da Aviello erano già a disposizione negli atti».

3 risposte a “Meredith, perquisita la cella di Luciano Aviello
il pentito pronto a scagionare Amanda Knox”

  1. […] sostenuto di conoscere la verità sul delitto. A tal proposito la squadra mobile di Perugia ha perquisito la cella di Luciano Aviello. Leggi ancora di: amanda innocente, delitto kercher, luciano aviello, meredith, raffaele […]

  2. […] polizia penitenziaria. Presente anche il legale del muratore siciliano. Dopo di lui toccherà a Luciano Aviello e ad altri detenuti che avrebbero avuto rivelazioni sul nome del vero assassino di Meredith in […]

  3. anonimo ha detto:

    conosco luciano aviello di persona e un calugnatore come giovanni melluso….che brutta gente’

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