di Antioco Fois e Chiara Fabrizi
«Se abbiamo deciso di affittare l’intero patrimonio fondiario delle Opere Pie è perché l’unica chance di sopravvivenza dell’azienda agricola, il progetto della stalla di Santa Maria Rossa, è fermo da un anno in Provincia». Decide di parlare proprio alla vigilia della scadenza dell’asta da oltre 5.5 milioni di euro, con cui di fatto si dismette il capitale agricolo, il presidente dell’Ente, il professor Angelo Frascarelli, rinominato insieme all’intero consiglio d’amministrazione fino al maggio 2014.
«Comitato irresponsabile, politica immobile» E lo fa per attaccare duramente il Comitato per la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini, bollato come «irresponsabile» e «portatore di sottosviluppo e disoccupazione», ma anche per pungolare la politica accusata di «immobilismo» e giudicata «incapace di prendere posizione». Non usa mezzi termini o giri di parole il professor Frascarelli alla guida delle Opere Pie dal 2008, decisamente insofferente allo stallo che, a suo dire, da un anno avrebbe paralizzato l’iter per la realizzazione della maxi-stalla di Santa Maria Rossa.
Variante Prg ferma in Provincia «Dal settembre scorso la pratica è in Provincia per l’iter relativo alla variante del Piano regolatore del Comune di Perugia e da un anno non abbiamo più notizie, il progetto è di fatto fermo nonostante rappresentasse l’ancora di salvezza dell’azienda agricola delle Opere Pie». Perché tutto si sia arenato in Provincia non è chiaro, anche se il professor Frascarelli non sembra avere molti dubbi: «La classe politica non si prende la briga di dire di no, preferendo pensare alle prossime elezioni piuttosto che allo sviluppo del territorio».
«Tramonta l’impianto biogas» Nel progetto, poi, sarebbe naufragata la realizzazione dell’impianto a biogas su cui si erano concentrate parte delle proteste del comitato. «Non ci sono più i margini per l’impianto, ormai quella soluzione è tramontata. Mentre pendeva un ricorso al Tar, poi perso dal comitato – spiega – il governo Monti ha modificato il sistema di erogazione degli incentivi e allo stato dei fatti non è più economicamente sostenibile». Ma biogas a parte, con la pubblicazione della maxi-asta in scadenza il 29 agosto la strada imboccata da Opere Pie è chiara: «Dismissione – si legge nell’avviso – del patrimonio fondiario e del capitale agricolo».
Maxi-asta Per ora si ragiona su un affitto di 15 anni e qualche vendita, ma il percorso porta dritti alla chiusura dell’Ente, alle prese con conti in rosso, da profondo rosso borbottano in molti, anche se sul punto il professor Frascarelli non si pronuncia. Se negli uffici di via Campo di Marte arriveranno dei plichi contenenti offerte economiche dotate dei requisiti richiesti lo si scoprirà solo giovedì. Che aria tira professore? «Non lo so, non lo so».
