Visita mercoledì mattina a Marsciano di Cheryl Orton, figlia del sergente maggiore sudafricano Allan Gerard Vincent, uno dei 51 prigionieri di guerra che durante il secondo conflitto mondiale furono detenuti nel campo di lavoro allestito presso le Fornaci Briziarelli di Marsciano. Cheryl, nata a Durban, in Sudafrica, nel 1945, è arrivata a Marsciano insieme al compagno Martin e ad alcuni amici italiani che l’hanno aiutata nella ricerca di informazioni sul padre e sui luoghi della sua prigionia. Ad accoglierla, l’assessore alla Cultura Valentina Bonomi, in rappresentanza dell’amministrazione, Valeriano Tascini, dell’Associazione nazionale partigiani Italiani di Marsciano e il professor Dino Renato Nardelli che, insieme ad altri collaboratori dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, da anni si occupa dei campi di internamento dell’Umbria.
L’incontro Il momento più toccante – riferisce una nota del Comune – è stato l’incontro tra Cheryl e Ettora Sagrazzini, Imperia Patassini e Antonia Sagrazzini, ovvero tre delle ragazze che nel 1943 prestarono assistenza, insieme a tanti altri cittadini marscianesi, con cibo e vestiti ai soldati prigionieri sia durante la loro prigionia che subito dopo la fuga dai campi di lavoro in cui erano internati successivamente alla firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Tra questi prigionieri c’era anche Allan Gerard. «E’ questo un momento molto felice – ha spiegato Cheryl – perché posso incontrare alcune delle persone che, insieme a tutta la meravigliosa comunità di Marsciano, hanno avuto cura di mio padre, dandogli da mangiare e da vestirsi nonostante le magre risorse disponibili, aiutandolo a mantenersi sano e forte. Mio padre ha sempre avuto il desiderio di tornare in Italia. Provò a farlo una volta ma non ci riuscì. Perciò gli feci una promessa, ovvero che l’avrei fatto io. E’ stato lui a trasmettermi questo grande amore per l’Italia, la sua gente, la sua cultura, il cibo, la musica e l’arte».
La visita Dopo l’incontro nella sala del Consiglio comunale, la visita è proseguita presso l’area delle Fornaci Briziarelli che tra il ’42 e il ’43 ospitò il campo di lavoro denominato «PG 115» (dove PG sta per Prigionieri Guerra) e nell’adiacente quartiere di Tripoli dove era presente un piccolo tabacchificio attivo dai primi anni ’40 dove pure venivano impiegati alcuni prigionieri tra cui il sergente maggiore Allan Gerard Vincent.

