di C.F.
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L’appalto da circa 400 mila euro per i servizi di assistenza domiciliare a disabili, anziani e minori aggiudicato nel marzo scorso alla cooperativa Actl è stato annullato dal Tar dell’Umbria. A impugnare tutti gli atti del caso è stata un’altra coop, la Polis, che attraverso i propri legali ha sollevato una serie di censure, tra cui l’incompatibilità di una funzionaria dell’Ente in organico proprio ai servizi sociali ma comunque nominata in commissione di gara.

Incompatibilità Il collegio giudicante (presidente Lamberti, consiglieri Fantini e Amovilli) ha accolto la contestazione, rilevando la violazione al codice dei contratti pubblici. In particolare, secondo il Tar le mansioni svolte dalla dipendente del municipio, che si occupa di seguire le pratiche dei minori assistiti al tribunale dedicato, sono collegate al servizio oggetto di gara. Da qui l’incompatibilità «che – scrivono i giudici – si ravvisa in genere per i dipendenti  della stazione appaltante (nel caso il Comune, ndr) chiamati a svolgere una funzione relativamente allo specifico contratto».  

Annullata aggiudicazione Respinte, invece, la lunga serie di censure con cui i legali della coop Polis contestavano l’operato del Comune e specificatamente della commissione. In ogni caso alla luce dell’incompatibilità, il Tar ha proceduto all’annullamento della nomina della commissione e di tutti gli atti successivi, compresa l’aggiudicazione dell’appalto che aveva una base d’asta di 420 mila euro per una durata di 22 mesi. Il municipio è stato condannato al pagamento delle spese legali sostenute dalla coop Polis, quantificate in 1.500 euro.