In aula per il processo (foto F. Troccoli)

di Francesca Marruco

Ai carabinieri che per primi si occuparono della scomparsa della ragazza Umberto Bindella ha detto di non conoscerla. Uno dei primi a sapere che Sonia invece frequentava Umberto, fu un  carabiniere di Roma in servizio a Perugia contattato dall’allora fidanzato della sorella di Sonia Marra. Sarebbe stato lui, Apa Paolo a dire che Sonia frequentava Bindella. Che immediatamente venne cercato dai carabinieri di Santa Maria degli Angeli, dove risultava residente.  Da quanto riferito in aula dal militare però, Bindella nella prima chiamata che gli fecero dalla stazione di Santa Maria degli Angeli avrebbe inizialmente negato di conoscere Sonia, e solo in un secondo momento avrebbe ammesso qualcosa.

Don Bartoccini In mattinata inveceè stato ascoltato Don Luca Bartoccini che ha sostenuto:«Sono dovuto andare da uno psicologo tanto era stato choccante quell’interrogatorio».  Don Bartoccini, che ha abitato nello stesso stabile in cui viveva la ragazza scomparsa nel 2006 a Perugia, ha raccontato di essere stato sottoposto ad un interrogatorio da cui è uscito traumatizzato. Tutto accadde nel maggio del 2007. Sonia era scomparsa nel novembre precedente, lui venne chiamato in caserma a Perugia per essere ascoltato in merito visto che comunque la ragazza la conosceva. Lì i carabinieri gli avrebbe chiesto più volte «dicci dove l’hai sepolta la seconda volta». Gli avrebbero detto di essere in possesso di alcuni diari di alcune amiche della ragazza compromettenti, di avere tabulati telefonici e testimonianze dei suoi superiori. «Io-  ha detto in aula mercoledì mattina don Bartoccini – Sonia la conoscevo, ma conoscevo meglio il fratello Piero, non avevo nessun tipo di confidenza con lei». Invece, secondo quanto riferito da lui stesso, venne trattato da sospettato. Ma non venne mai iscritto nel registro degli indagati. Nessuna accusa per lui. Solo un altro interrogatorio il mese successivo in cui, davanti al pm Daniela Isaia, chiarì tutto.  Non è chiaro invece se dal pubblico ministero ci andò perché venne chiamato o perché sollecitò lui un altro interrogatorio visto il primo.

I pompieri: impossibile stabilire quando venne aperto il gas Dopo la testimonianza di don Bartoccini è stata la volta dei pompieri che il giorno della scomparsa di Sonia entrarono in casa sua perché piena di gas. Nessuno di quelli che ha testimoniato è stato in grado però di fornire il dato di cui tutti vanno in cerca, e cioè da quanto tempo fossero aperti i fornelli da cui usciva il gas. Secondo quanto riferito dal caposquadra, era talmente evidente la fuori uscita che non venne usato l’apparecchio per misurare le perdite di gas, che, a seconda del grado di saturazione, possono far risalire al momento in cui il gas è stato aperto.

Le prossime date Il processo, che di volta in volta tira fuori qualche altro lato misterioso di una indagine passata di mano da un magistrato all’altro, è stato rinviato a gennaio . Le parti hanno già stabilito le date del 9, del 20 e del 30 gennaio. Una pausa a febbraio per poi riprendere il 2 marzo. Intanto, come normale che sia, ognuno continua a professare la sua tesi. E di Sonia nessuna notizia anche vaga e labile da cinque anni.

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