di Fabio Toni

Un mix di alcol e droga. Questo aveva nel sangue E.A., 22 anni di Ferentillo, quando mercoledì pomeriggio ha travolto e ucciso sul colpo con la sua Lancia Lybra Giancarlo Barbonari (74 anni) e sua moglie Paola Amici (63) lungo la strada che dal borgo della Valnerina sale verso Ancaiano.

LA STRADA DELLA TRAGEDIA: FOTO

Arrestata Nella tarda serata di mercoledì la giovane è stata tratta in arresto dai carabinieri, su ordinanza del pm Elisabetta Massini. L’accusa nei suoi confronti è quella di omicidio colposo plurimo aggravato. La misura cautelare è stata convalidata giovedì pomeriggio dal giudice Angelo Matteo Socci che ha accolto la richiesta dell’accusa, rappresentata in aula dal viceprocuratore onorario Lidia Pennacchi, con tanto di conferma degli arresti domiciliari.

Ricostruzione In aula il maresciallo capo Alessandro Lumia, comandante dei carabinieri di Ferentillo, ha ricostruito gli istanti successivi la tragedia e i rilievi eseguiti dai militari. A chiamare i soccorsi, dopo lo schianto mortale, è stato il figlio di un noto ristoratore della zona a cui la ragazza si era rivolta in preda al panico. Un intervento, quello del 118, purtroppo inutile. L’impatto è stato talmente violento da sbalzare il corpo di Giancarlo Barbonari nel vicino torrente mentre il cadavere della donna è stato ritrovato in mezzo al selciato, completamente dilaniato. Rispetto alla velocità del mezzo al momento dell’impatto, il maresciallo capo ha spiegato che era «sicuramente superiore al limite dei 50 chilometri orari presente su quel tratto di strada». Le salme dei due poveretti restano, per il momento, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Alcol e droga A pesare, però, sono soprattutto le analisi si è sottoposta dopo l’incidente. Sul posto i carabinieri hanno rilevato un tasso alcolemico pari a 1,40 (il massimo consentito dalla legge è 0,50), poi fissato in 1,56 con le analisi effettuate in ospedale. Dalle stesse è emersa anche la presenza di sostanze stupefacenti nel sangue della giovane: cannabinoidi soprattutto, ma anche tracce di cocaina, metadone, barbiturici e benzodiazepine. Una miscela ‘esplosiva’ che avrebbe giocato un ruolo cruciale nella tragedia che ha sconvolto l’intero paese di Ferentillo.

In aula La giovane, particolarmente provata, ha risposto alle domande poste dal giudice dicendo di aver bevuto «poco più di mezza birra» e di «non fare uso di droga». L’impressione è che lei, incensurata e senza incidenti gravi alle spalle, non abbia ancora realizzato la portata dell’accaduto. In aula ha detto di aver conseguito la patente due anni e mezzo fa e di lavorare saltuariamente come cameriera in un locale della zona. A precisa domande del suo difensore, l’avvocato Arnaldo Sebastiani, ha risposto di aver fatto «il possibile per evitare l’impatto», senza però riuscirci. Lo stesso legale ha sottolineato l’incensuratezza della giovane e il fatto che abbia cercato di contattare immediatamente i soccorsi. Argomenti che non sono serviti ad evitare la conferma degli arresti, in attesa della prossima udienza fissata per giovedì 17 luglio.