di En.Ber.

Inizierà mercoledì, davanti al giudice Giuseppe Narducci, il processo a carico del titolare dell’azienda agricola di Arezzo che, secondo l’accusa, mise in commercio un salume contaminato dal batterio Listeria provocando la morte di una bidella di 61 anni, residente a Umbertide. Per lui l’accusa è di omicidio colposo. Secondo la ricostruzione della Procura avrebbe «immesso in commercio insaccati di carne suina contenenti il batterio listeria in quantità superiore ai limiti di legge».

La morte La donna, nel gennaio 2024, si sentì male dopo avere mangiato l’insaccato, una testa di coppa di suino, acquistato in un negozio di alimentari nella zona di Città di Castello. Morì, a quattro settimane dal ricovero, per le conseguenze dell’infezione. L’imputato, difeso dagli avvocati Niki Rappuoli di Arezzo e Carlo Bonzano del foro di Roma, respinge fermamente tutte le accuse.

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