di M.R.
È accusato di maltrattamenti in famiglia il calabrese Roberto Lo Giudice, salito alla ribalta della cronaca per la scomparsa della moglie, Barbara Corvi, nel 2009. Un mistero ancora irrisolto, nonostante la procura ternana vi abbia recentemente riacceso i riflettori.
Roberto Lo Giudice a processo Per il caso Corvi, l’uomo era stato arrestato il 30 marzo dello scorso anno quando il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni, Simona Tordelli aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, contenente la ricostruzione che la procura aveva elaborato di quel 27 ottobre di tredici anni fa, quando la donna scomparve. Di lì apoco però era stato poi scarcerato su disposizione del Tribunale del Riesame di Perugia; questa decisione era stata impugnata dalla procura ternana, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso e Lo Giuice è tuttora libero.
Maltrattamenti in famiglia In questo caso, secondo l’accusa avrebbe offeso il figlio di un suo amico del quale si sarebbe dovuto prendere cura. Al giovane, oggi maggiorenne e lontano dalla casa amerina del 49enne, quest’ultimo all’epoca dei fatti (nel 2018), avrebbe riservato aggressioni verbali ed epiteti per nulla edificanti dei quali alcuni residenti sarebbero pronti a testimoniare. A rivolgersi alle forze dell’ordine, secondo quanto trapela, fu proprio il giovane, sulle cui generalità c’è massimo riserbo. Come emerso in udienza, si tratterebbe infatti del figlio di un collaboratore di giustizia, ritenuto familiare di Lo Giudice solo per il fatto di essere all’epoca suo convivente. Per il reato del quale è accusato, Lo Giudice sarà chiamato presto a rispondere in un’Aula del Tribunale di Terni. A difenderlo sarà l’avvocato Enrico De Luca.
