«Interrompere un dialogo non è mai piacevole, ma in questi casi è inevitabile. Speriamo di ritrovarci all’inizio di settembre per sviluppare le nostre informazioni e riflessioni». Don Elio Bromuri, morto lunedì mattina a 84 anni dopo una lunga malattia, nell’annunciare la pausa estiva delle pubblicazioni così scriveva nell’ultimo suo editoriale apparso il 7 agosto scorso sul settimanale La Voce, che ha diretto per 30 anni. «Buone vacanze» si concludeva l’editoriale, intitolato «Opere di misericordia. E noi?», con il quale il direttore invitava, una volta tornati dalle vacanze, ad «avere orecchi attenti e voci limpide e forti» in una realtà con «molte sagre e poche idee, tanta droga e pochi ideali, tanta informazione sulle sostanze vecchie e nuove, ma incapacità di dominio di sé da parte di tanti nostri bravi giovani».
L’editoriale «Le idee cui mi riferisco – continuava in quello che può considerarsi un testamento spirituale – sono quelle che divulghiamo fin dalle origini del settimanale, di cui siamo nello stesso tempo destinatari e annunciatori. Sono, evidentemente, le verità cristiane destinate alle genti, e che non finiremo mai di diffondere ovunque e comunque come primaria missione, sia pure nello specifico strumento giornalistico a noi proprio». Parlando del Giubileo della Carità che si aprirà a breve, don Elio a proposito delle opere di misericordia ricordava che queste sono «non solo utili ma indispensabili per evitare che l’amore professato sia fatto solo di parole». Nella visione di don Bromuri La Voce rappresenta un’opera di carità, attraverso la quale consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste».
IL TESTO DELL’ULTIMO EDITORIALE
Il cordoglio «La Voce, o meglio, la comunità cristiana – concludeva – deve avere la consapevolezza di essere strumento di aggiornamento, attualizzazione, approfondimento e risveglio». Nel corso della giornata sono stati molti i messaggi di cordoglio arrivati da politici e vertici delle istituzioni regionali. La presidente della Regione Catiuscia Marini, secondo la quale «la scomparsa di don Elio priva la comunità umbra di un apprezzato esponente della Chiesa perugina che, fin da giovanissimo, ha svolto la sua azione pastorale nella nostra terra con dedizione e intelligenza». «Mancherà a questa città – dice invece il sindaco di Perugia Andrea Romizi – la sua propensione all’accoglienza, l’aiuto a chi ne aveva bisogno, la sua capacità di saper far dialogare anche mondi apparentemente diversi e lontani tra loro»«Lo voglio ricordare – aggiunge – con uno dei suoi insegnamenti: ‘Comunicare la Carità – diceva – è necessario perché oggi vige il mondo dell’individualismo, del nichilismo, dell’arroganza del più forte».
LA FESTA PER I 60 ANNI DEL GIORNALE
Raffinato intellettuale Il presidente del consiglio regionale Donatella Porzi parla invece di un «uomo di fede profonda, raffinato intellettuale e giornalista di razza. Don Elio, nella sua prolifica attività di saggista e giornalista, ci ha offerto in tutti questi anni innumerevoli e mai banali spunti di riflessione e di analisi sociale e politica sulla realtà umbra e nazionale». A parlare di don Elio è anche l’Associazione stampa umbra che ricorda il giornalista impegnato nel dirigere «per molti decenni, senza mai ‘invecchiare’, il settimanale La Voce, un giornale cattolico, vivace, aperto, sensibile ai cambiamenti, che è stata una finestra aperta sulla regione e sul mondo». Il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti, ricorda il «grande uomo di fede e figura di primo piano nel panorama culturale e sociale dell’Umbria. Ci lascia una grande eredità morale e spirituale».
Bocci Per il sottosegretario Gianpiero Bocci invece don Bromuri «è stato per tutti noi, che a vario livello ci confrontiamo per operare nel mondo cattolico, la personificazione della generosità e dell’altruismo. E, di più, egli ci ha fatto comprendere, sempre, quanto impegnativo fosse trasformare la spontaneità del farsi fratelli in azione concretamente spesa nella società. Quando, specialmente oggi, dobbiamo confrontarci con resistenze ed egoismi d’ogni tipo verso l’accoglienza la lezione di don Elio diventa un punto di riferimento immediato e attuale, insostituibile e progettuale». Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal Sacro convento di Assisi, dal portavoce del centrodestra in consiglio regionale Claudio Ricci, dal rettore dell’Università per stranieri Giovanni Paciullo e da Maurizio Ronconi.
