Il corpo di Sandita Monteanu uccisa a Foligno (Foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli e Chiara Fabrizi

Ci sarebbe l’ombra dei soldi dietro al delitto di Foligno. I soldi, al posto o al fianco della gelosia che arma la mano del 43enne Virgil Murariu e mette fine, in modo atroce, alla giovane vita di Sandita Munteanu, la 38enne rumena barbaramente ammazzata per strada, venerdì a Foligno.

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E’ la nuova pista degli inquirenti che tengono aperte tutte le strade per ricostruire le dinamiche dell’ennesimo femminicidio consumato in Umbria.

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I soldi e la gelosia, che spesso si combinano con la disperazione e sfociano in quella violenza che acceca e fa affondare un coltello prima alla gola di una donna indifesa e poi al petto dello stesso assassino. Per sua stessa mano. Ha dell’incredibile il delitto di Foligno che ha lasciato sgomenti cittadini, autorità, testimoni in uno dei primi pomeriggi di sole di questa attesa estate.

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L’uomo che, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe partito da Roma, dove risiedeva, con la volontà di uccidere la sua ex compagna, impugnando quel coltello con il quale si toglierà la vita sulla E45, avrebbe ossessionato Sandita con continue richieste di denaro. Lui senza lavoro, lei sulla strada del riscatto dopo avere da poco trovato un’occupazione come badante in un appartamento di Foligno, poco distante dal luogo dove è stata ammazzata e, sullo sfondo, quel denaro che si presume, ma non se ne ha la certezza, lei non gli avrebbe negato in passato. Da quanto trapela dalle indagini, nonostante i due – entrambi divorziati e senza figli – non convivevano più dopo avere condiviso per tre anni lo stesso tetto, non avrebbero del tutto chiuso i rapporti. Anzi probabilmente l’orizzonte di questa relazione avrebbe potuto raccontare il ritorno della 38enne rumena in quella casa di Mentana, vicino Roma, dove Virgil continuava a vivere. E’ quanto avrebbero raccontato alcuni conoscenti della donna agli inquirenti.

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Lei, come spesso accade, l’avrebbe perdonato in diverse occasioni per i suoi comportamenti violenti. Virgil l’avrebbe malmenata e questa potrebbe essere stata una delle ragioni dell’allontanamento di lei. Ma Sandita l’avrebbe anche perdonato. Avrebbe perdonato quell’uomo che in passato è stato denunciato per stupro e che dopo avere ammazzato la giovane rumena, a seguito di un rocambolesco inseguimento dei carabinieri, ha dimostrato ferocia contro se stesso piantandosi il coltello al petto, per poi tirarlo fuori e provare per una seconda volta a conficcarlo nel costato. Probabilmente lo stesso coltello, ancora sporco di sangue, con cui ha ammazzato la sua ex compagna. Una ipotesi, ad oggi, visto che pare ne avesse due di coltelli l’assassino, ma quello con cui si è suicidato sembrerebbe più compatibile con la ferita al collo della giovane rumena.

COMUNITA’ SGOMENTA: LE REAZIONI

Insomma i chiaroscuri di questo delitto continuano a rimanere tali, visti i pochi elementi nella disponibilità degli inquirenti per la ricostruzione. Setacciano gli ambienti vicini alla ex coppia gli investigatori e quanto trapela è per buona parte risultato di testimonianze di chi conosceva Sandita, descrivendola come una donna buona, disponibile e paziente, impegnata a dare una svolta a una esistenza poco generosa con lei. Non è ancora possibile stabilire con certezza il movente dell’omicidio anche se l’ipotesi della gelosia non ha la stessa robustezza che sembrava avere poche ore dopo l’efferato delitto. Gli inquirenti avrebbero passato al vaglio le telefonate tra i due che quantomeno testimoniano una comunicazione non interrotta. Mentre le richieste di denaro al vaglio degli inquirenti hanno bisogno di ulteriori accertamenti per trasformarsi nella ragione che avrebbe armato la mano dell’assassino. La disperazione poi, la mancanza di lavoro, i comportamenti assurdi di un uomo in fuga sulla strada dopo un omicidio che fa gesti agli inseguitori e le bottiglie di alcol trovate all’interno dell’auto, insieme all’autopsia che potrebbe confermare l’ipotesi che fosse ubriaco, sono forse gli elementi che meglio riescono a spiegare di cosa si possa nutrire la furia omicida.

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