di Enzo Beretta
Si è aperto questa mattina davanti al giudice Lidia Brutti del tribunale di Perugia il processo a tre giovani di 24, 20 e 21 anni residenti tra Panicale e Pietrafitta, ritenuti responsabili a vario titolo di aver pestato a sangue due minorenni davanti a una discoteca di Città della Pieve. I fatti risalgono alla sera dell’8 agosto 2023. Il 16enne è stato colpito alle spalle mentre l’amico che cercava di strapparlo alla ferocia del branco ha rimediato qualche pugno – è la ricostruzione -. Gli aggressori si sarebbero fatti avanti per difendere un’amica importunata da un gruppo di coetanei che non conoscevano. Nello specifico ii 24enne macedone e il 21enne romano – si legge nel capo di imputazione del pubblico ministero Franco Bettini – «in concorso tra loro e con due minori per i quale procede la Procura per i minorenni» hanno colpito «con calci e pugni alla testa e in altre parti del corpo» il giovane di 16 anni al quale hanno cagionato «lesioni personali che ne mettevano in pericolo la vita». «Quella sera il mio cliente si trovava nel locale ma non ha mai partecipato alla rissa – spiega l’avvocato Silvia Serangeli che difende il 21enne romano – ci sono testimoni pronti a dirlo. Nessun rito alternativo, affronteremo l’istruttoria dibattimentale».
In codice rosso Quella drammatica sera la persona offesa è stata trasportata in codice rosso al policlinico di Perugia dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico nel corso del quale è stato rimosso un ematoma cerebrale, con una prognosi riservata che è durata un paio di settimane. Ai due viene contestata l’aggravante di «aver cagionato lesioni tali da determinare la messa in pericolo della vita della persona offesa e, comunque, un’incapacità di attendere alle proprie occupazioni per un periodo superiore a 40 giorni, nonché di aver commesso il fatto in più persone riunite e per futili motivi». Al coimputato, invece, viene contestato sempre il reato di lesioni gravi perché in concorso con gli stessi minorenni dell’altra aggressione «colpiva al volto con pugni la persona offesa determinando una malattia, con diagnosi di probabile infrazione composta apice del processo coronoideo destro giudicato guaribile in 15 giorni di prognosi».
