di C.F.
Il Tar del Lazio non ha concesso la sospensione cautelare del provvedimento con cui il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di non confermare Alberto Liguori a capo della Procura di Terni. I giudici amministrativi, con apposita ordinanza, hanno quindi respinto le richieste del magistrato, che è stato messo alla porta a causa delle chat con Luca Palamara. Nel procedimento non si è costituito in giudizio il Csm. La scorsa settimana, infatti, il plenum si è spaccato (12 favorevoli, altrettanti contrari e quattro astenuti) sulla decisione di partecipare o meno al procedimento.
Liguori, Tar boccia richiesta di sospensiva Nel provvedimento con cui il Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensiva «non presenta, prima facie, elementi di positivo apprezzamento, non ravvisandosi a un’analisi propria della fase cautelare profili di illogicità nella decisione di non confermare il ricorrente nell’esercizio delle funzioni semidirettive». In più, i giudici hanno considerato che «nel bilanciamento degli interessi coinvolti risulta prevalente quello dell’amministrazione a non consentire la prosecuzione dell’esercizio delle funzioni, alla luce delle carenze ravvisate nel provvedimento impugnato».
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