di Enzo Beretta
Richiesta di giudizio abbreviato per un peruviano di 38 anni indagato dalla Procura della Repubblica di Perugia per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini l’uomo, difeso dall’avvocato Emma Contarini, ha sottoposto la persona offesa «a una serie di atti ripetuti nel tempo e lesivi della sua integrità fisica e morale, quali ingiurie, minacce, percosse e lesioni», «determinando in tal modo un insano clima di timore e tensione nel contesto familiare, infliggendo alla donna un regime di vita penoso e tormentoso, causandole profonde sofferenze e forti umiliazioni». I fatti oggetto delle contestazioni vanno da gennaio a maggio del 2025.
«Lei voleva lasciarlo» Gli atti giudiziari elencano una serie di episodi, prima fra tutti la «discussione scaturita dal fatto che la persona offesa voleva cessare la convivenza»: in quella circostanza l’imputato l’ha «percossa violentemente procurandole ematomi, ecchimosi agli arti e la rottura del dente incisivo’, tanto che lei doveva ricorrere a cure mediche. Per «motivi di gelosia» l’ha aggredita con «schiaffi al volto» e l’ha «spinta violentemente sul letto». In un altro episodio, «sotto l’effetto di sostanze alcoliche», il peruviano «usava violenza contro di lei, prendendola dai capelli e sbattendole ripetutamente il viso contro il muro», fino a provocarle «contusioni multiple e l’infrazione delle ossa del naso». Le ha pure «strappato la borsa, svuotandone il suo contenuto, e rompendo il cellulare della persona offesa».
Due volte in ospedale Nel maggio scorso, invece, quando lei «i comunicava l’intenzione di lasciare la sua abitazione, è andato in escandescenze e le ha scaraventato tutti i vestiti per terra, facendo più volte gesti con la mano per colpirla»: sono intervenuti pure i carabinieri, «allertati dai vicini in seguito alle urla» ma lui «non apriva, impedendo alla persona offesa di uscire». Due i certificati medici finiti agli atti del processo, rispettivamente di 15 e 21 giorni di prognosi.
