Un imprenditore agricolo è stato denunciato per sfruttamento del lavoro al termine di un’indagine scaturita dal controllo stradale di due giovani stranieri. In base a quanto emerso nei mesi seguenti, il marocchino 39enne, noto come Giuseppe, era solito trovare manovalanza all’alba davanti alla stazione ferroviaria di Perugia. Per una giornata sui campi pagava 40 euro in nero e se i lavoratori, che per mesi sono stati impiegati in nero, avevano bisogno di un alloggio lui glielo dava detraendo 120 euro dalla paga.

Lavoro sui campi in nero a 40 euro al giorno Gli accertamenti a carico del 39enne residente a Perugia e gravato da una sfilza di precedenti  di polizia, da rissa aggravata a lesioni personali, sono scattati un anno fa quando due giovani marocchini sono stati fermati ad Assisi al volante di un’auto. Entrambi erano senza documenti di identità e senza permesso di soggiorno, ma nel giro di poco è stato accertato che lavoravano nei campi in nero per tale Giuseppe, nome con cui l’imprenditore marocchino sarebbe molto conosciuto tra gli stranieri in cerca di una paga per vivere.

Le indagini il blitz Da qui sono scattati una serie di accertamenti, che hanno permesso alle autorità di verificare come il 39enne quasi tutti i giorni si presentasse all’alba alla stazione di Fontivegge per cercare uomini in situazione di indigenza, clandestini o richiedenti asilo, da portare a lavorare sui campi. Tra il controllo stradale dei due giovani marocchini e gli accertamenti, Giuseppe però ha proceduto ad assumere otto lavoratori e quando il 5 agosto scorso è scattato il blitz in un campo di Cannara, dove era in corso la raccolta della cipolla, gli operai sono risultati tutti assunti pochi giorni prima.

Multa e denuncia In ogni caso a carico del 39enne, per tutti gli elementi raccolti nelle settimane precedenti, è scattata la denuncia per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, mentre l’Ispettorato del lavoro di Perugia ha contestato all’imprenditore numerose violazioni alle misure di contrasto del lavoro sommerso e irregolare, procedendo a elevare circa 20 mila euro di sanzioni a carico dell’uomo. Durante le indagini, infine, è stato denunciato anche un lavoratore che percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza.

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