di Enzo Beretta

Doina Matei, l’assassina dell’ombrello che nell’aprile 2007 uccise la giovane Vanessa Russo colpendola in un occhio alla stazione della metropolitana di Roma, è stata rinchiusa nel carcere di Perugia per 1.851 giorni. Dal 25 luglio 2009 al 21 agosto 2014, finché il tribunale di sorveglianza presieduto da Roberto Ferrando le ha concesso la semilibertà.

Semilibertà sospesa Condannata con sentenza definitiva a 16 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale la romena ha ottenuto il beneficio dopo aver trovato un lavoro presso una cooperativa sociale a Venezia. Quella semilibertà è stata sospesa nei giorni scorsi dal giudice di sorveglianza di Venezia per alcune foto in costume pubblicate dalla trentenne romena sul profilo Facebook.

Un percorso difficile «Non è stato semplice far ottenere la semilibertà a Doina – spiega l’avvocato Alberto Catalano – ma il suo percorso è stato esemplare. Quando era detenuta a Capanne andavo a trovarla ogni 15 giorni. Dai permessi premio in Abruzzo, dove andava a trovare la madre, siamo riusciti ad ottenere la semilibertà». Prosegue il legale: «E’ una ragazza sfortunata, ha avuto una vita difficile, ha commesso errori ed è pentita per le sofferenze che ha provocato. Ma anche lei è madre e la sua vita è proiettata verso il futuro, verso i suoi figli». Nel carcere di Perugia la romena viene ricordata come una detenuta che non ha mai creato problemi. Per un periodo il reparto femminile dell’istituto penitenziario umbro ha ospitato anche Amanda Knox.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.