di Maurizio Troccoli

Due novità ed un punto interrogativo per Amanda e Raffaele verso i quali si sta celebrando il processo d’Appello per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Va ricordato che Amanda è stata condannata, in primo grado, a 26 anni di reclusione e Raffaele a 25. Le novità appesantirebbero la loro posizione dal punto di vista processuale. La prima è quella relativa alla decisione della corte di acquisire la sentenza definitiva di Rudy.  L’altra è quella relativa alla decisione della corte d’Appello di sospendere i tempi della custodia cautelare per novanta giorni. Tradotto significa che il prossimo giugno scadevano i termini della carcerazione preventiva (in attesa della sentenza definitiva) per i due ex fidanzati. La conseguenza poteva essere che, nel caso in cui la corte d’Appello, per quella data non fosse stata nelle condizioni di emettere la sentenza, entrambi dovevano uscire dal carcere. Possibilità questa che poteva considerarsi plausibile nel caso in cui la corte d’Appello decidesse di riaprire il dibattimento così come chiesto dalle difese Sollecito e Knox.

Il punto interrogativo Ed eccoci al punto interrogativo: la decisione che arriverà entro oggi, da parte della corte d’Appello, di riaprire oppure no il dibattimento. Cosa significa? Semplicemente che se la corte decidesse di riaprire il dibattimento si allungherebbero i tempi del processo d’Appello poiché dovranno essere ascoltati nuovi testimoni e dovranno essere acquisiti nuovi elementi probatori, come le perizie ed altro. E’ logico dedurne che nel caso non fosse stata decisa la sospensione dei termini della carcerazione preventiva e contemporaneamente si dovesse riaprire il dibattimento, quei termini di giugno avrebbero potuto significare per i due la libertà, in attesa della decisione d’Appello, che comunque determina nuove scadenze per la carcerazione preventiva.

Opzione di garanzia C’è anche chi interpreta il segnale della corte di avere sospeso i termini come una opzione di garanzia che la corte potrebbe riservarsi, proprio perché potrebbe essere indirizzata a riaprire il dibattimento. Questa situazione, per i due imputati ha il costo della sospensione dei termini, quindi di 90 giorni di carcere che vengono congelati e non considerati nel conteggio per conquistare la libertà preventiva, costo che potrebbero – come dire – accettare volentieri, se poi significa che il dibattimento si riapre e che quindi i due possono giocarsi nuove carte sul tavolo dell’appello. E queste nuove carte sarebbero, come annunciato dalle difese, nuovi testimoni da ascoltare e nuovi esperti che contestano le perizie che hanno determinato la condanna dei due fidanzatini, in primo grado. Prove queste «schiaccianti», a parere della difesa e non determinanti, a parere dell’accusa e delle parti civili, ovvero della difesa dei familiari di Meredith. Bisogna solo vedere se per la giuria d’Appello questi elementi sarebbero così importanti da metterli in condizione di riaprire il dibattimento.

Il «macigno» Ciò detto vediamo invece cosa a questo punto, secondo il parere di alcuni, appesantisce la posizione giudiziaria dei due ex fidanzati. Ovvero l’acquisizione della sentenza definitiva di Rudy (il terzo assassino secondo i giudici) nel processo d’appello ad Amanda e Raffaele. Considerando che una sentenza di cassazione è appunto una sentenza passata in giudicato, ovvero inappellabile, questa potrebbe creare – come dire – un precedente anche nel processo parallelo, ovvero quello di Amanda e Raffaele che, a differenza di Rudy, non hanno scelto il rito abbreviato. Nell’acquisire la sentenza di Cassazione la corte potrebbe quindi tener conto della decisione di primo grado e di appello nei confronti di Rudy. Significa che in quelle due sentenze c’è la condanna per l’ivoriano di concorso in omicidio e violenza sessuale. Il concorso come è noto prevede la presenza di più attori sulla scena. E non sembra che fin qui ci siano altri protagonisti del delitto che siano venuti fuori, né dalle indagini né dagli elementi delle difese dei due imputati in appello. Per semplice logica questa sentenza (è il pensiero anche dell’accusa e delle parti civile) potrebbe rappresentare «un macigno» sulle teste di Amanda e Raffaele, proprio per il fatto che si tratta di una decisione passata in giudicato che conferma la sentenza d’appello di Rudy.

Come uscire dalla morsa Ora sta alle difese studiare una via d’uscita per i due imputati per tirarsi fuori dalla morsa nella quale l’accusa vorrebbe infilarli. Sempre per logica, si presume – sulla base di quanto detto chiaramente dalla difesa Sollecito -, che l’arma delle difese punti ad interpretare e a fare interpretare alla corte d’Appello, la sentenza di condanna definitiva a Rudy come il raggiungimento dell’unica verità possibile (a loro avviso): quella cioè che conferma il teorema dell’unico assassino, ovvero Rudy. Ecco dunque il rebus che si scioglierebbe secondo interpretazioni di  procedura. Per i sostenitori dell’accusa quella sentenza di Rudy non può essere interpretata dalla corte d’Appello in maniera parziale, ovvero tenendo conto solo della condanna, senza considerare il concorso, che è scritto nella sentenza d’Appello. Per i sostenitori della difesa invece sarà possibile dimostrare che l’opzione  “Rudy unico assassino” è l’unica ricostruzione logica sulla base degli elementi emersi e che emergeranno se il dibattimento sarà riaperto.

Si infittisce il rebus C’è pure chi sostiene che, in caso di una sentenza a favore di Amanda e Raffaele, ci sarebbero due giudizi diversi (o addirittura opposti), in due processi diversi, ma che riguardano lo stesso delitto. Fatto questo che creerebbe una distorsione sull’attendibile ricostruzione dei fatti. Ovvero Rudy sarebbe stato quindi condannato come l’autore di un omicidio compiuto in concorso con altri. Gli altri fin qui individuati potrebbero essere soltanto Amanda e Raffaele. Mentre Amanda e Raffaele non vengono considerati (sempre in caso di sentenza a loro favore), correi di quell’omicidio. Conclusione: insieme a Rudy c’era qualcuno che non sarebbe stato scoperto, oppure la ricostruzione dei fatti sarebbe molto lontana dalla realtà. In conclusione va considerata la opzione di condanna per tutti e tre. In quel caso Rudy, grazie alle scelte di strategia difensiva, ovvero quella del rito abbreviato prima di tutte, uscirebbe dal carcere in giovane età, con la possibilità di ricostruirsi una vita. Per Amanda e Raffaele invece la condizione di pena sarebbe ben più lunga e ben più dura da sopportare.

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