di M.T.
La catena di abbigliamento Piazza Italia Spa, con sede legale a Nola (provincia di Napoli) e una rete di punti vendita in tutto il territorio nazionale, è stata posta in amministrazione giudiziaria su richiesta della Procura della Repubblica di Prato. Il provvedimento è stato deciso dal tribunale per le Misure di prevenzione di Firenze ed è il primo del genere emesso in Toscana contro una società operante nel settore della moda italiana.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che hanno condotto accertamenti, Piazza Italia avrebbe esternalizzato una parte significativa della produzione di capi di abbigliamento a due imprese del distretto pratese gestite da imprenditori di origine cinese. Queste ultime sono indagate per i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
La Procura ha sostenuto che il sistema produttivo attivato tra il 2022 e il 2025 ha consentito margini di guadagno stimati fino al 300 per cento rispetto ai costi di produzione, grazie a turni prolungati e costi del lavoro legati a condizioni irregolari e retribuzioni inferiori a quanto previsto dai contratti di lavoro nazionali. Nel corso delle ispezioni non sarebbero stati rinvenuti contratti formali con le ditte terziste né documenti istituzionali di audit per la verifica delle condizioni di lavoro.
Il provvedimento di amministrazione giudiziaria, della durata di un anno, affida la gestione dell’azienda a un amministratore giudiziario, l’avvocata Marcella Vulcano, con l’obiettivo di “bonificare” la gestione e la filiera produttiva nel rispetto della legge, senza interrompere l’attività commerciale né determinare impatti immediati sui lavoratori e sui consumatori. Nessun rappresentante legale di Piazza Italia risulta al momento indagato e la società ha la possibilità di presentare ricorso.
La stessa Piazza Italia ha diffuso un comunicato in cui esprime «impegno nel contrasto di qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro, fenomeni che la società non tollera e che ritiene incompatibili con i propri valori e principi», confermando la «piena fiducia nell’operato delle autorità competenti» e la volontà di rafforzare i controlli lungo la filiera produttiva.
Piazza Italia è un marchio di abbigliamento fondato nel 1993. La società ha sviluppato nel tempo una rete di centinaia di punti vendita in Italia, distribuiti tra grandi città e centri commerciali, con format che includono negozi di abbigliamento adulto, famiglia e bambino.
Secondo i dati più recenti disponibili da visure aziendali, la società ha realizzato nel 2024 un fatturato di circa 343,7 milioni di euro e un utile netto di circa 31,9 milioni, con oltre 1.800 dipendenti complessivi registrati nel bilancio più recente.
La catena è presente anche in Umbria, con negozi distribuiti nella regione (tra cui punti vendita nei centri commerciali e nelle principali vie dello shopping, ad esempio a Perugia, Terni e Corciano, oltre ad altri comuni), che rappresentano un significativo presidio commerciale per il marchio nel centro Italia. Nei negozi umbri lavorano decine di addetti, tra personale diretto e collaboratori nei punti vendita, anche se non esistono dati ufficiali pubblici disaggregati per singola regione.
Il ruolo occupazionale di Piazza Italia si inserisce in un quadro più ampio della distribuzione di abbigliamento in Italia, dove catene di fast fashion e retail moda impiegano complessivamente migliaia di lavoratori tra addetti ai negozi, alle sedi logistiche e alla direzione commerciale.
Il caso aperto dalla Procura di Prato non riguarda direttamente i vertici societari, ma la gestione e il controllo della filiera produttiva esternalizzata, ritenuta dagli inquirenti non adeguatamente verificata, con possibili ripercussioni sulle condizioni dei lavoratori terzisti. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria, misura di prevenzione adottata per un anno, punta a ricondurre l’attività della società in regole di legalità e trasparenza, mentre la società ribadisce impegno e collaborazione con le autorità.
