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lunedì 24 gennaio - Aggiornato alle 21:46

Cittadella giudiziaria, accelerazione grazie a legge su Grandi opere. Altro vertice sul «Curi»

Entro Natale il Demanio consegnerà il programma e si conosceranno i tempi di realizzazione. Nuovo incontro con Cdp sullo stadio

L'area individuata è quella dell'ex carcere di piazza Partigiani

di Enzo Beretta e Daniele Bovi

Entro Natale si sapranno i tempi di realizzazione della cittadella giudiziaria di piazza Partigiani, a Perugia. Che, però, saranno più brevi del previsto – con tutto che nessuno, nessuno, si è mai azzardato a fare previsioni sui tempi, neppure calibrando la stima per lustri o decenni – in quanto per il restyling del vecchio carcere di Perugia verrà sfruttata una normativa legata alle Grandi opere grazie alla quale dovrebbero drasticamente ridursi i tempi dei lavori.

La cittadella Nell’inontro che si è svolto oggi tra il direttore generale del Demanio, Alessandra Del Verme, la presidente Donatella Tesei e il sindaco Andrea Romizi, definito «estremamente proficuo» dai vertici di Regione Umbria e Comune in una nota congiunta, il manager dell’Agenzia del Demanio si è impegnata a condividere entro Natale un cronoprogramma dettagliato delle opere e dei tempi per realizzarle. A breve, sempre il Demanio, ultimerà la dislocazione dei vari uffici nei metri quadrati a disposizione nell’area a fianco alla Procura della Repubblica. «Dopo la copertura finanziaria di cui avevamo già ottenuto conferma a seguito delle precedenti interlocuzioni avute con il Ministero della Giustizia – sono state le parole di Tesei e Romizi – si è fatto un ulteriore fondamentale passo in avanti verso la realizzazione di un’opera attesa e di grande interesse per la nostra comunità cittadina e regionale.

«CURI», IL CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI

Il «Curi» Oltre a quello sulla cittadella, lunedì a Roma il sindaco Romizi ha incontrato i vertici di Cassa depositi e prestiti per l’altra maxi operazione che riguarda il capoluogo: quella del nuovo stadio «Renato Curi». Sulla vicenda stavolta niente comunicati ma solo bocche cucite. Illustrando settimane fa il cronoprogramma dei lavori che riguardano l’impianto (che ha ormai quasi 50 anni), Romizi aveva spiegato che dopo il cambio ai vertici di Cdp l’obiettivo era capire se la ‘nuova’ Cassa sia o no disposta a supportare il progetto. «A ridosso dell’estate – aveva detto il sindaco – avevamo trovato un punto avanzato per quanto riguarda la pianificazione, ma ora i vertici di Cdp sono cambiati». Di sicuro il dossier rimane molto complesso sotto molti punti di vista

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