di Enzo Beretta

Condannato a un anno e mezzo di carcere e a 800 euro di multa un 75enne di Valfabbrica ritenuto responsabile dal giudice Edoardo Esposito dei reati di appropriazione indebita, truffa e falso ideologico. Al centro del processo una Ferrari 430 di proprietà della sua ex moglie. Secondo la Procura della Repubblic, l’imputato, difeso dall’avvocato Carlo Taormina, «per procurare a sé un ingiusto profitto si appropriava della Ferrari 430 e di una Fiat Scudo, che deteneva in quanto lasciate in custodia allo stesso dalla proprietaria, sua ex moglie, non ottemperando all’esplicita richiesta di restituzione dei veicoli formulata dalla donna». L’uomo viene ritenuto responsabile anche di aver «formato una falsa procura generale, in virtù della quale la persona offesa» (assistita dagli avvocati Alessandro Di Baia e David Furia), «gli conferiva mandato a vendere, tra gli altri beni, le due auto». 

Il passaggio di proprietà Agli atti del fascicolo ci finisce anche la «registrazione del passaggio di proprietà della Ferrari in favore della madre dell’imputato» che in questa maniera «continuava a disporre dell’autovettura mediante intestazione fittizia con danno per la persona offesa, effettiva proprietaria del veicolo». 

Altre accuse Nel terzo capo di imputazione, quello relativo al falso ideologico, si contesta al 75enne di aver, nell’aprile 2018, «indotto in errore il funzionario del Pra, ufficio provinciale di Perugia, addetto alla trascrizione degli atti di vendita di autovetture, in ordine all’autenticità della dichiarazione di vendita avente ad oggetto la Ferrari, tra lui, in qualità di venditore, procuratore della donna proprietaria del veicolo, e la madre, in qualità di acquirente, facendogli attestare falsamente, nella formazione dell’atto di trascrizione della vendita e, dunque, nell’esercizio delle sue funzioni, fatti dei quali l’atto di trascrizione era destinato a provare la verità».  

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