Si avvicina per la Corte d’appello di Perugia il raggiungimento dell’obiettivo di smaltimento dell’arretrato giudiziario previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il settore Giustizia. Lo ha sottolineato il presidente Giorgio Barbuto in un’intervista esclusiva rilasciata alla Tgr Rai dell’Umbria, che andrà in onda domenica 12 ottobre nell’edizione delle 19.35, a poco più di un anno dal suo insediamento.
Numeri «Nella sezione lavoro vantiamo numeri di eccellenza – ha spiegato Barbuto – e siamo già nel ‘range’ prefissato, mentre nel civile siamo molto vicini agli obiettivi che vedono la scadenza a giugno 2026». Nel settore penale, invece, la situazione risulta più complessa, anche a causa di fascicoli rilevanti provenienti da altri distretti, come Roma, Ancona e, in particolare, L’Aquila, con il caso Rigopiano. Il presidente ha inoltre evidenziato criticità legate al numero dei magistrati e del personale amministrativo, sottolineando che «il Tribunale di Spoleto è quello più in sofferenza». Quanto alle emergenze criminali nel distretto umbro, Barbuto ha indicato i reati contro la persona e lo spaccio di droga come fenomeni più preoccupanti.
Separazione delle carriere Sollecitato a commentare il tema della separazione delle carriere, il presidente l’ha definita una «riforma a costo zero» che, a suo giudizio, «non aumenta né diminuisce l’efficienza degli uffici giudiziari». Da capo dell’Ufficio, ha aggiunto, è più interessato «alla stabilizzazione dei funzionari che abbiamo formato grazie al Pnrr» e al completamento delle piante organiche, obiettivi che ritiene fondamentali per il buon funzionamento della giustizia nel distretto umbro.
