martedì 4 agosto - Aggiornato alle 21:56

Indagato sindaco di Norcia, procuratore: «Applicata la legge, ma auspicabili norme più chiare»

Centro sequestrato, Cannevale: ‘Non temporaneo né d’emergenza’. Sindaci umbri solidali, Marini: ‘C’è deroga anche per fini sociali’

Alessandro Cannevale (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Non ci si può chiedere di far finta che la legge non esista, né di non applicarla per una questione di opportunità: alla luce dell’attuale quadro normativo la costruzione del centro polivalente di Ancarano è a nostro avviso un illecito, sia perché ha finalità socio ricreative e sportive, che non sono previste in ordinanza, sia perché le modalità tecniche di costruzione seguite sono incompatibili con un’opera temporanea. Tuttavia ci muoviamo in un perimetro di disposizioni molto complesse e un intervento normativo di maggiore chiarezza sarebbe auspicabile».

FOTOGALLERY: PM DI SPOLETO SI DIFENDONO
VIDEO: «NON FACCIAMO NOI LE LEGGI»

«Applicata la legge, ma auspicabili norme più chiare» Così il procuratore capo Alessandro Cannevale, affiancato dai sostituti Gennaro Iannarone e Patrizia Mattei, sull’inchiesta che ha portato all’iscrizione al registro degli indagati del sindaco di Norcia Nicola Alemanno, del presidente della Pro loco di Ancarano, Venanzo Santucci, e del direttore dei lavori, l’amerino Riccardo Tacconi, a cui vengono contestate violazioni del Testo unico in materia edilizia, precisamente comma terzo dell’articolo 44, che prevede l’arresto fino a due anni e sanzioni fino a 51.645 euro in caso di interventi edilizi in zone vincolate in difformità o senza permessi. Il fascicolo aperto dalla procura di Spoleto, però, ha innescato una serie di reazioni, a cominciare da quella durissima della presidente di Regione, Catiuscia Marini, a cui è seguita la solidarietà bipartisan al sindaco Alemanno arrivata da molti esponenti politici: «Ho apprezzato la reazione composta del sindaco di Norcia – ha detto Cannevale –  per tutto il resto credo che additare un piccolo ufficio della procura come capro espiatorio del dramma vissuto dalla popolazione terremotata sia un gioco di illusionismo che può anche riuscire, ma che non serve a nessuno».

Cosa contesta la procura Al centro della questione ci sono le deroghe sugli iter autorizzativi in fase di emergenza introdotti con ordinanze della direzione generale della Protezione civile (in particolare la 388, la 389 e la 394), che tracciano un perimetro secondo cui gli inquirenti non rientra la casa di Ancarano «un centro polivalente con finalità ricreative e sportive, non ricomprese in quelle tassativamente previste dalle norme». Non solo. Secondo il procuratore Cannevale la struttura in corso di realizzazione, con fondi donati da privati e all’interno del Parco nazionale dei Sibillini, «non è temporanea per le modalità tecniche di costruzione», altra condizione essenziale per procedere in deroga.

Deroghe questione politica «Qui nessuno ha intenzione di giocare con la pelle delle persone – dice Cannevale – ma la legge è questa. Questa deroga è troppo stretta e limitata? Non lo so, è una valutazione di natura politica che non compete alla procura, né al giudice penale che ha disposto il sequestro preventivo della struttura di Ancarano. Sicuramente – dice il procuratore capo di Spoleto – si poteva fare una deroga più ampia, prevedendo che in una zona terremotata i sindaci potessero autorizzare qualsiasi tipo di struttura, indipendente dalla finalità e dai vincoli, ma sta di fatto che non è così e non è neanche prevista una esenzione affinché un intervento urbanistico illegittimo non costituisca illecito penale in fase di emergenza».

Parco aveva dato parere negativo  Si sarebbero potuti fermare prima i lavori del centro di Ancarano? «I tempi sono sempre oggetto di critiche – ha risposto Cannevale – ma in questo caso mi sembra siano del tutto ordinari sia da parte della procura che del gip, che a sua volta deve fare una valutazione autonoma». In ogni caso la prima ammonizione al sindaco di Norcia è arrivata già nell’agosto scorso col parere contrario dell’Ente Parco dei Sibillini, che aveva invitato Alemanno «a ritirare in autotutela l’ordinanza sindacale» con cui è stata autorizzata la struttura di Ancarano, suggerendo di «individuare un sito alternativo idoneo che, come si è potuto verificare, è facilmente reperibile nelle vicinanze del sito individuato in progetto».

Sanatoria Così non è stato e a settembre è arrivata la prima annotazione dei carabinieri forestali del Parco, che hanno dato input all’inchiesta della procura di Spoleto, che il 7 novembre ha poi chiesto il sequestro preventivo del cantiere, autorizzato dal gip del tribunale, Federica Fortunati, il 4 gennaio: «Voglio anche evidenziare – dice il procuratore – che in questa materia quello che oggi è un illecito penale domani, in virtù di una variazione normativa, può essere sanato e diventare legittimo, ma serve una variazione che oggi non c’è e noi, come procura, non possiamo esimerci dal rilevare la violazione».

Marini: «Prevista deroga per strutture sociali» Sul punto, però, è tornata a intervenire la presidente Marina che, in un’intervista a Radio24, ha ribadito come «l’articolo 6 dell’ordinanza 394 dice che è possibile fare la pianificazione degli interventi per finalità sociali e per la continuità delle attività economiche e produttive, ma questo è ovvio perché – ha aggiunto – se mettiamo le casette dobbiamo prevedere anche la vita della comunità, dove sono i bambini e gli anziani. Ci sembra quindi eccessivo che un sindaco si ritrovi indagato per aver garantito efficacemente e velocemente, ma nel rispetto delle norme, una cosa come questa».

Solidarietà dei sindaci umbri ad Alemanno Lunedì mattina al sindaco di Norcia è arrivata, comunque, anche la solidarietà dei primi cittadini dell’Umbria: «Con queste poche righe vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza ad Alemanno che ha agito sempre a sostegno dei cittadini, che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza casa, senza servizi, senza nessuno accanto se non chi, da subito, ha operato nella fase emergenziale per provare a lenire una situazione di disagio senza paragoni. Con profondo rispetto nelle procedure di verifica della magistratura ci sentiamo di augurare a Nicola che la vicenda si chiarisca al più presto. Esprimiamo un sentimento di impotenza e disorientamento di fronte a scelte e decisioni, soprattutto in situazione di emergenza, responsabilità che i sindaci sono costretti a mettere in campo con generosità e senso del dovere civico e che troppo spesso cozzano con un sistema burocratico contraddittorio e lontano dalle esigenze, a volte impellenti, dei cittadini».

@chilodice

Una replica a “Indagato sindaco di Norcia, procuratore: «Applicata la legge, ma auspicabili norme più chiare»”

  1. il cospaiese ha detto:

    Che voi commentare? Ce la prendiamo con la Magistratura, ma nessuno dice nulla delle ordinanze pedestri della Protezione Civile dell’Ente Parco che aveva detto NO e infine degli intoccabili, come al solito, Carabinieri Forestali che in quel momento, in attesa di ulteriori chiarimenti, viste anche le circostanze, potevano far finta di non vedere. Come al solito finirà tutto in una bolla di sapone, come al solito la figuraccia la farà la Procura di Spoleto, come al solito gli ispiratori continueranno nel loro giochetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.