di M.R.
Il decollo, la perdita di quota dai 100 metri di altitudine circa, l’avvitamento, poi la caduta fino allo schianto al suolo e le fiamme. Queste le fasi del tragico volo dei due abruzzesi Massimo Sciannimanico e Claudio Di Giacomo, morti a Terni la scorsa settimana. Sui corpi delle due vittime, la locale Procura ha disposto l’autopsia. Ad eseguirla sarà il medico legale ternano Daniele Paolini.
Incidente aereo Gli accertamenti sui corpi dei due amici appassionati di volo, il pilota veterinario e il passeggero imprenditore con un passato da dirigente nel Pescara calcio, un atto dovuto per tentare di fare luce sulle cause del tragico incidente aereo. L’autopsia in particolare, servirà a escludere un eventuale malore che potrebbe aver colpito il 58enne che era alla guida del mezzo e i cui genitori vivono proprio in Umbria, a Città della Pieve. Tra le altre ipotesi c’è quella del guasto al motore del velivolo P.66 C marche I-IABS, che era decollato dall’aeroclub di Pescara dove i due avrebbero dovuto fare ritorno dopo una breve sosta nella città umbra.
Autopsia sulle vittime Sulla tragedia, come noto, anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, intervenuta sul luogo del sinistro con due operatori, ha aperto un’inchiesta. I resti dell’aeromobile da turismo parzialmente bruciato, noleggiato dall’Aeroclub di Pescara e che sarebbe risultato in regola con manutenzioni e revisioni del caso, sono sotto sequestro. La Procura ternana non ha ancora formulato ipotesi di reato, ma le indagini in corso serviranno proprio ad accertare eventuali responsabilità. Non è escluso nemmeno che a provocare l’incidente sia stato un errore umano.
