Assolti in appello (Foto Troccoli)

di Fra. Mar.

Assolto «perché il fatto non sussiste». E’ questo il verdetto della corte d’appello di Perugia arrivata dopo cinque ore di camera di consiglio per il  magistrato capitolino Pierluigi Baccarini, accusato di corruzione in atti giudiziari per presunte irregolarità quando era in servizio alla sezione fallimentare del tribunale di Roma. Il giudice in primo grado era stato condannato a quattro anni di reclusione, di cui tre condonati. Secondo l’accusa, il Giudice Baccarini, aveva “pilotato” alcuni procedimenti fallimentari  tra cui quello della società che amministrava il patrimonio immobiliare della ex Democrazia Cristiana.
Assolti anche i commercialisti La Corte d’Appello di Perugia ha assolto anche i commercialisti Luciano Quadrini, che in primo grado era stato condannato a due anni ed Ercole Pugliese, tre anni in primo grado.  Secondo la procura perugina che aveva portato avanti le indagini, essendo competente per questioni in cui sono implicati i magistrati romani, Baccarini aveva gestito in maniera scorretta alcuni dei più ricchi fallimenti trattati a Roma tra il 1999 e il 2004.
L’inchiesta Secondo l’accusa, Baccarini avrebbe «ricevuto ingenti somme di denaro» per «agevolare» i procedimenti che finivano al suo ufficio. E avrebbe «favorito costantemente» i commercialisti Quadrini e Pugliese con l’assegnazione delle consulenze. L’inchiesta era partita a Roma nel 2005 coordinata dai pm  Giuseppe Cascini e Stefano Pesci.   Secondo le loro indagini avevano scoperto una sorta di «comitato d’ affari» che gestiva le attività fallimentari. Era poi finita a Perugia per competenza: a indagare erano stati poi i sostituti Sergio Sottani, Roberto Rossi e Andrea Claudiani.
Imputati in aula Ma la Corte d’appello di Perugia adesso Alla lettura della sentenza hanno assistito in aula gli imputati Baccarini, Pugliese e Quadrini. In aula alla lettura della sentenza erano presenti tutti e tre gli imputati. Tutti hanno sempre rivendicato la correttezza del loro comportamento, respingendo le accuse che erano state mosse nei loro confronti.

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