Tornano liberi Luca Galletti e gli altri

di Fabio Toni

Gli avvocati Alessandro Ricci di Perugia e Giovanni Ranalli, difensori di Luca Galletti e Paolo Zappelli – arrestati in seguito all’indagine sulla compravendita del castello di San Girolamo di Narni – hanno diffuso una nota in cui precisano che, in merito alle contestazioni, «ogni valutazione è prematura, non avendo ancora completato la disamina degli atti di indagine messi a disposizione della difesa nella giornata di giovedì. La sede del riesame, dinanzi al tribunale della libertà, sarà probabilmente quella più opportuna».

«Nessuna esigenza cautelare» I due legali, già dall’interrogatorio di garanzia previsto per venerdì mattina, intendono muovere «una critica significativa rispetto alle esigenze cautelari, essendo del tutto ingiustificata una limitazione della libertà personale per un fatto storico isolato e già risalente nel tempo, per la cui ricostruzione appare sufficiente la documentazione che, per quanto è dato apprendere dal provvedimento custodiale stesso, è già tutta acquisita». Per tutte queste ragioni i due avvocati affermano di «comprendere a fatica la ragione della pesante misura applicata (la custodia cautelare in carcere, ndr) della quale verrà sollecitata la revoca». Un’ultima precisazione viene dall’avvocato Giovanni Ranalli: «tutto ciò vale a maggior ragione per l’indagato Zappelli, stante le sue particolari condizioni di salute».

Gli altri avvocati Più ‘abbottonati’ gli avvocati Federico Olivo e Alessandro Pasqualini di Roma, che difendono rispettivamente il dirigente del comune di Narni Antonio Zitti e il notaio Gian Luca Pasqualini. Per i due legali, entrati come gli altri in possesso dell’ordinanza del gip nella giornata di giovedì, «è ancora troppo presto per rilasciare qualsiasi dichiarazione». Bisognerà attendere l’esito degli interrogatori di garanzia per conoscere il punto di vista degli accusati.

Il sindaco Francesco De Rebotti, l’attuale sindaco di Narni, definisce quella di mercoledì «una giornata devastante. Siamo finiti, tutti, dentro un incubo. Certo – prosegue – eravamo a conoscenza del fatto che si stessero svolgendo delle indagini e, anzi, avevamo già auspicato che fossero serie e approfondite, ma, certo, la svolta che hanno avuto ha lasciato, tutti noi, basiti». Commenti? «Non sarebbe giusto, nei confronti di chi indaga, ma anche in quelli di chi in questo momento è in una situazione difficile, come l’architetto Zitti». Provvedimenti? «Non credo sia il caso – dice De Rebotti – in questa fase. Siamo a disposizione degli inquirenti e valuteremo, sulla base degli esiti successivi delle indagini, quale posizione dovrà assumere il Comune di Narni che comunque, mi sembra di poter intuire che in questa situazione sia parte lesa».

L’ex sindaco Sollecitato sulla vicenda, l’ex sindaco di Narni Stefano Bigaroni – finito nelle carte dell’indagine – ribadisce quanto già dichiarato lo scorso marzo a Umbria24, dopo la notifica dell’avviso di garanzia. «L’amministrazione ha sempre operato nell’interesse della città – afferma l’ex primo cittadino – cercando di valorizzare un bene storico come il castello, attraverso una gara ad evidenza pubblica».