di Chia.Fa.
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Raddoppiano gli indagati, si appesantiscono le contestazioni. È un avviso di chiusura indagini pesantissimo quello che stanno notificando a 34 persone gli uomini del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza di Roma su ordine della procuratore capo di Spoleto Gianfranco Riggio e del sostituto Federica Albano, titolari del fascicolo d’inchiesta che nel luglio 2012 ha scosso i piani alti di palazzo Pianciani, poi commissariata da Bankit.
Associazione a delinquere Alle contestazioni di appropriazione indebita e ostacolo alla vigilanza, ipotizzate dai magistrati a carico di 17 tra Giovannino Antonini ma anche funzionari, dirigenti e imprenditori, si aggiungono in queste ore l’associazione a delinquere, intermediazione usuraia, bancarotta fraudolenta, omessa comunicazione di conflitto di interessi e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Nel mirino dell’inchiesta a luglio erano finite cinque operazioni, ma è evidente che con le indagini condotte negli ultimi mesi dalla magistratura hanno fatto emergere nuovi e più gravi fatti commessi a Spoleto, ma anche in altre città, tra il 30 settembre 2007 e il 24 aprile 2012 ai danni della Banca popolare di Spoleto.
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