Alessandro Cannevale (foto Troccoli)

Quattrodici richieste di rinvio a giudizio, tra cui quella dell’ex presidente di Bps Giovannino Antonini. Questa la richiesta del procuratore capo di Spoleto Alessandro Cannevale per la maxi inchiesta aperta nel 2012 con l’iscrizione al registro degli indagati di 17 tra vertici e funzionari dell’istituto di credito umbro, ma anche imprenditori, poi saliti a 34 nel maggio nel 2013. La notizia è stata pubblicata dal Corriere dell’Umbria.

Inchiesta Bps I reati per il quale si chiede a vario titolo il rinvio a giudizio vanno dalla bancarotta fraudolenta per il crack della Baronci costruzioni all’appropriazione indebita connessa all’erogazione di tre finanziamenti a soggetti che in base alle norme creditizie non avevano titolo per beneficiarne, inizialmente i casi finiti nel mirino della procura di Spoleto erano il doppio. Cadute anche le accuse più pesanti, come l’ipotesi di associazione per delinquere e usura.

Richiesto rinvio a giudizio per 14 Sull’inchiesta che ha fatto tremare Palazzo Pianciani prima e dopo il commissariamento, si dovrà pronunciare a metà gennaio il gup del tribunale di Spoleto a cui spetta il compito di vagliare il faldone di accuse, 15 gli allegati, messe in ordine dal procuratore Cannevale e su cui tra intercettazioni, analisi dei documenti e consulenze tecniche hanno a lungo indagato gli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza.

Le difese Pronto a dar battaglia in aula anche le difese dei 14 indagati assistiti dagli avvocati Manlio Morcella, Francesco Pugliese, Gaetano Puma, Luciano Ghirga, Maurizio Bellacosa, Massimo Perari, Francesco Vassalli, Luca Gentili, Simone Budelli, Francesco Falcinelli e Alessandro Diddi.

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