di Massimo Colonna
Condannato a un anno per mobbing l’ex direttore generale di Asm, Moreno Onori. Assolti dalla stessa accusa gli altri cinque imputati e prescritti i reati ambientali. Questa la decisione del collegio penale del tribunale di Terni sul processo a carico di alcuni apicali dell’Asm, la società del Comune di Terni, per la gestione del personale e dell’inceneritore della zona industriale di Maratta.
Ex dg Onori condannato La sentenza del collegio dei giudici, formato da Massimo Zanetti, Angelo Matteo Socci e Simona Tordelli, ridimensiona significativamente e per gli altri respinge le richieste formulate in aula per il filone di mobbing dal pubblico ministero Elisabetta Massini, che nella sua requisitoria aveva richiesto la condanna a due anni per l’ex dg Onori e a un anno e mezzo per gli altri cinque poi assolti.
Assoluzioni Scagionati quindi da ogni accusa l’ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli, l’ex presidente Giacomo Porrazzini e il suo collega Piero Sechi, l’ex capo segreteria Agata Mariani e per Mauro Listante, all’epoca responsabile del personale dell’azienda partecipata dal Comune di Terni. L’ex dg Onori, invece, è stato condannato a un anno (pena sospesa) per il mobbing riconosciuto ai danni del dipendente Carloni, mentre è stato assolto per gli altri casi di maltrattamenti contestati. In più Onori è stato condannato anche al pagamento del risarcimento della parte civile, la cui entità sarà da stabilirsi in sede civile.
Filone ambientale La sentenza ha riguardato anche il filone ambientale del procedimento, per cui era emersa la prescrizione anche durante l’ultima udienza del 27 novembre scorso. Del filone facevano parte le accuse ipotizzate dalla procura relative a diversi reati di tipo ambientale, del funzionamento dell’impianto e dello smaltimento dei rifiuti. Nel procedimento erano indagati Onori, Porrazzini e Raffaelli, poi anche Attilio Amadio, Paolo Grigioni, Raffaele Iannotti, Fabio Bassetti, Domenico Bussoletti, Paolo Olivieri, Daniele Moroni, Pietro Palmieri, Luigi Rosati, Stefano Tirinzi, Giovanni Vaccari e Pierluigi Vergani. Per tutti le accuse sono state prescritte. In particolare per l’ex sindaco Raffaelli con la formula del non aver commesso il fatto, mentre per l’ex presidente Porrazzini con la formula ‘il fatto non sussiste’.
Massima lealtà Prima della lettura della sentenza, intorno alle 17 di venerdì pomeriggio, il giudice Zanetti ha fatto una dichiarazione «approfittando anche della presenza della stampa». «Vorrei ringraziare – ha spiegato – tutte le parti in causa perché questo processo, benché delicato e lungo, è stato sempre portato avanti da tutti nella massima lealtà e serenità».
Reazioni Tra gli imputati presente in aula al momento della lettura della sentenza l’ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli. «Voglio solo dire – ha spiegato – che il 9 marzo 2007 mi ricordo che uscì un comunicato del procuratore capo Carlo Maria Scipio in cui sosteneva che in questo caso non c’erano reati ma soltanto questioni amministrative».
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