Un incendio è stato appicato lunedì pomeriggio nel carcere di Capanne a Perugia. A denunciarlo è Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria), secondo il quale un detenuto ha dato fuoco a un materasso, un tavolo e due sgabelli in corridoio, provocando l’evacuazione dei reclusi di quella sezione, circa 45, e costringendo quattro agenti della polizia penitenziaria a ricorrere alle cure del pronto soccorso di Perugia. Tutti fortunatamente sono stati dimessi con pochi giorni di prognosi.
Polveriera «Un episodio grave, che va contestualizzato in una realtà operativa assai precaria, dove sempre ieri un altro detenuto psichiatrico ha colpito con una testata al volo un altro agente», ha aggiunto Bonino, tornando a denunciare: «Il carcere di Perugia, per la presenza di detenuti di difficile gestione e per la grave carenza di organico, è una polveriera e merita la giusta attenzione da parte dei vertici dell’amministratore penitenziaria». Secondo Donato Capece, segretario nazionale del Sappe, «servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto».
Verini «Quanto avvenuto al carcere di Capanne – commenta il parlamentare Walter Verini, membro della Commissione Giustizia del Senato – conferma la gravità e la delicatezza della situazione nelle carceri umbre. Polizia penitenziaria sotto organico, carenza di figure professionali multidisciplinari adatte alla gestione dei detenuti, presenza particolarmente pesante di detenuti problematici, per i quali una Rems dovrebbe essere il luogo più adatto». «Il lavoro di chi dirige gli istituti umbri e quello della polizia penitenziaria – un lavoro davvero difficile e delicatissimo – è reso ancora più complicato da queste situazioni. Per questo – prosegue – anche dieci giorni fa avevo rivolto al ministro della Giustizia una interrogazione per chiedere interventi urgenti per organico, trattamento, strutture. Mi auguro che questo avvenga al più presto. C’è stata poi – tra una divulgazione di carte riservate e qualche insulto diffamatorio al Pd da parte sua – anche una visita lampo del sottosegretario Dalmastro Delle Vedove, con promesse di intervento. Beh, gli istituti di pena umbri, come quelli di tante altre parti d’Italia, hanno bisogno di risposte urgentissime».
Il Siap A intervenire sul tema sicurezza martedì è anche il segretario del Siap Perugia, Giacomo Massari, secondo il quale gli ultimi eventi di cronaca mettono in evidenza la necessità in primis di «concorsi per le forze dell’ordine, in virtù del numero cospicuo di pensionamenti di poliziotti e poliziotte previsti per i prossimi anni e che interesseranno anche la provincia di Perugia. Per questo è necessario un piano di assunzioni e finanziamenti adeguati per equipaggiamenti e stipendi». Carenze organiche che riguardano anche la polizia stradale di Perugia: «Sarebbe auspicabile – conclude Massari – una maggiore collaborazione tra la polizia locale e quella stradale, con l’assunzione di personale da parte delle amministrazioni locali. Questo permetterebbe uno spiegamento maggiore di pattuglie, durante i turni festivi e serali, da affiancare alla stradale e agli altri organi competenti».
