foto archivio

Ancora in corso di accertamento le cause dell’incendio che sabato scorso si è si sviluppato
all’officina meccanica N.P. Multiservice S.r.l. in Via Flaminia Ternana nel Comune di Narni. Da quanto si è appreso il rogo ha avuto origine all’interno del capannone di circa 270 metri quadrati e sarebbe stato domato dopo circa 30 minuti di fiamme. Dal sopralluogo è emerso che la copertura del capannone della società proprietaria, costituita da eternit, è implosa, a seguito delle fiamme ed è ricaduta all’interno del capannone stesso. L’incendio ha coinvolto anche il capannone adiacente adibito ad autofficina. È stata immediatamente allertata l’Arpa che ha fornito le prime indicazioni volte alla salvaguardia della salute umana e dell’ambiente. Il sindaco Lorenzo Lucarelli ha firmato apposita ordinanza con provvedimenti contingibili e urgenti volti precauzionalmente ad evitare l’esposizione ad agenti inquinanti eventualmente ancora presenti nell’atmosfera ovvero ricaduti al suolo.

L’ordinanza In prima battuta il sindaco ha ordinato la rimozione e lo smaltimento della copertura in Eternit del capannone in via d’urgenza (le attività di raccolta, trasporto, bonifica del sito e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto dovranno essere svolte da ditta autorizzata tramite un Piano di lavoro con procedura di urgenza secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. «Ai fini cautelativi – si legge nell’ordinanza – non essendo nota la presenza di fibre di amianto eventualmente ricadute nei due capannoni adiacenti a quello interessato dall’incendio, si dispone che prima dell’utilizzo e dell’accesso al capannone interessato dall’incendio ed
eventualmente di quelli adiacenti, siano effettuate le necessarie verifiche da parte della
ditta autorizzata di cui sopra sulla presenza di amianto».

Brucia amianto a Narni Intanto in attesa della redazione da parte di Arpa Umbria del modello di ricaduta, a tutela della popolazione, per un raggio di 2 Km è stato disposto: divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati; divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei; divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; divieto di utilizzo dei foraggi e cereali coltivati all’esterno e destinati agli animali. Successivamente alla redazione del modello di ricaduta la Asl e l’Istituto zooprofillattico valuteranno se sia necessario effettuare campionamenti su varie matrici vegetali ed animali.

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