Summit in Prefettura

di Chia.Fa.

Ora l’incubo si chiama frana. Dal valico della Somma a quello di Acquasparta il rischio, per nulla remoto, è di trovarsi a fare i conti con una serie di smottamenti la cui pericolosità, con le due statali che corrono ai piedi delle montagne, è sotto gli occhi di tutti. Per questo, dopo quattro giorni d’inferno, mercoledì in mattina il prefetto di Terni, Vittorio Saladino, ha convocato un incontro d’urgenza con tutti i soggetti coinvolti, dalla Regione ai comuni di Terni e Spoleto, dai vigili del fuoco all’Anas.

Rischio frane Obiettivo della task force sarà vagliare tutti i possibili scenari, ripartire competenze e definire gli interventi di messa in sicurezza. Con la terra ancora bollente e le significative precipitazioni il dissesto idrogeologico di montagne che non possono più contare neanche sull’aiuto del nemico giurato degli smottamenti, l’albero, non va sottovalutato. Idem si dica per il pericolo causato da tronchi, rocce e quel poco altro rimasto lungo le pendici dopo i roghi.

Summit in prefettura Mercoledì mattina in prefettura a Terni si troveranno intorno a un tavolo i tecnici della Regione, dei Comuni di Terni e Spoleto, l’Anas, dirigenti dei vigili del fuoco, della Forestale, della Prociv e una pluralità di altri soggetti istituzionali e non. All’incontro, convocato da Saladino, si dovrà trovare la quadra delle operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle vastissime zone colpite. Ma si dovrà anche dare il via a un lavoro di analisi di ricerca al fina di appurare le effettive condizioni delle montagne. Rischi, naturalmente, non se ne possono correre.

Valichi ancora chiusi Tant’è vero che tanto il tratto della statale 3, tra Terni e Spoleto, che il valico sulla statale 418, tra Acquasparta e Spoleto, sono stati riaperti, né tanto meno si dispone di una previsione di riapertura. Prima c’è da fare il punto, con tutte le forze a disposizione.

Inquirenti a lavoro Contestualmente prosegue anche il lavoro degli inquirenti alle prese con la complicata ricostruzione dei minuti che hanno preceduto il diramarsi delle fiamme. Gli uomini del Niab, il nucleo investigativo antincendi boschivi della Forestale, continuano ad ascoltare i racconti di potenziali testimoni dei tanti episodi sospetti emersi negli ultimi giorni, ma soprattutto continuano a setacciare palmo a palmo i 600 ettari andati in fumo ai confini della città di Spoleto, alla ricerca di elementi che poi finiranno in laboratorio. Le indagini sono, inutile dirlo, tuttora in corso e dal quartiere generale della Forestale non esce una parola.

Inchieste Anche perché il lavoro non è semplice e, più in generale, identificare la mano responsabile degli incendi boschivi piuttosto complicato. Ampiamente possibile, invece, accertare se i roghi siano di natura dolosa o colposa, frutto di piromania o di comportamenti irresponsabili, come bruciare sterpaglie e mandare in fumo ettari di campagne. Ed è questo quello che la magistratura, che coordina le indagini, vuole sapere dagli uomini del Niab. I fascicoli sono stati aperti nelle procure territorialmente competenti per le zone devastate, al momento l’ipotesi resta incendio colposo, ma l’intestazione potrebbe cambiare nelle prossime ore.