Mentre a San Teodoro vengono fatte evacuare circa 500 persone da case e villaggi, nella giornata di domenica i Canadair e gli elicotteri della flotta anti-incendio boschivo sono stati impegnati su 33 immensi roghi a supporto delle squadre di terra. E’ allarme su buona parte dello Stivale, per l’alto rischio di nuovi incendi. Tra queste aree, insieme alla Sardegna e alla Sicilia c’è l’Umbria.
Complice la siccità e, in molti casi la mano dell’uomo, ‘«Il bilancio di quest’anno – dicono dai vigili del fuoco del comando provinciale di Perugia – per gli incendi, e’ sicuramente peggiore di quello dello scorso anno’». «La particolare siccità – hanno aggiunto – non ha giovato. Negli ultimi 15 giorni ci sono stati anche incendi grandi, come a Solomeo di Corciano, e vicino alla Basilica di Assisi“» come anche a Bettona al lago Trasimeno in località Sant’Arcangelo, e a Ponte Pattoli con fiamme spettacolari (guarda le immagini) che hanno creato rallentamenti e disagi sulla E45.
Il rischio del grano secco «Poi in tanti campi, che nel periodo della mietitura, col grano secco, sono particolarmente pericolosi per il propagarsi di incendi – hanno sottolineato i vigili del fuoco di Perugia -, risparmiati fino ad ora fortunatamente i boschi».
Stato di emergenza idrica Con un decreto firmato dal presidente del Consiglio dei ministri, il governo ha dichiarato invece per l’Umbria lo «stato di emergenza idrica», così come richiesto dalla Regione. La dichiarazione dello stato di emergenza idrica era stato chiesto dalla Giunta regionale fin dall’aprile scorso, e ripetutamente sollecitato, con l’obiettivo di attivare le azioni e gli strumenti necessari a mitigare gli effetti che la perdurante carenza di precipitazioni ha sugli approvvigionamenti idropotabili, sull’irrigazione e la tutela ambientale.
Chi brucia paga
Chi brucia paga. E caro. Il Corpo forestale dello Stato dell’Umbria ha avviato, per primo in Italia, una procedura di recupero delle spese per lo spegnimento dei roghi quando viene individuato un responsabile, grazie a un accordo con le prefetture e l’Avvocatura distrettuale dello Stato. Ecco tutti i particolari

