di Chiara Fabrizi e Fabio Toni

Continuano a bruciare la montagne a confine tra Spoleto e Terni, ma le strade di collegamento dei paesi interessati dal rogo, Cecalocco nel Ternano e Valle San Martino nello Spoletino, sono state bonificate. Una sessantina dei residenti di Cecalocco, evacuanti nuovamente nel primo pomeriggio di sabato, hanno raggiunto Terni dove saranno ospitati da amici e parenti, mentre per la ventina rimanenti si sta lavorando alla riapertura della strada di collegamento, al fine di garantire una via di fuga in caso di emergenza e permettere di trascorrere a notte nelle proprie abitazioni. Con ogni probabilità, dunque, il sindaco Leopoldo Di Girolamo, ancora sul posto, non dovrà allestire per la notte l’ex scuola di Battiferro. Al lavoro anche gli operai dell’azienda servizi impegnati nel ripristino del servizio idrico, interrotto a causa di un guasto delle conduttore.

A Valle San Martino, invece, il primo cittadino Daniele Benedetti ha disposto l’evacuazione di una ventina di persone. Anche in questo caso non è stato necessario il trasferimento in strutture dedicate, tutti i residenti della frazione hanno trovato ospitalità presso amici e parenti. Le fiamme, va detto, non hanno mai lambito il centro abitato, piuttosto, come per Cecalocco, reso impraticabile l’unica strada di collegamento e annullato le vie di fuga per gli abitanti. La bonifica è già stat eseguita ma a titolo precauzionale il paese è stato sgomberato. Il sindaco ha anche richiesto al Prefetto Vincenzo Cardellicchio un presidio anti-sciacallaggio a protezione delle case sgomberate.

Undici roghi, 300 ettari in fumo Il bilancio provvisorio del venerdì infernale, secondo fonti qualificate del corpo Forestale, è pesantissimo. Undici gli incendi divampati in tutta la regione, con una concentrazione particolare nello Spoletino e nel Ternano. La stima provvisoria riferisce di circa trecento ettari di bosco e campagne andati in fumo nelle ultime 48 ore. Brucia senza sosta da 24 ore la montagna di Cecalocco e Molinaccio, a confine tra Spoleto e Terni, così come non accenna a migliorare l’incendio che da giovedì sera sta devastando i boschi di Castel del Monte (Acquasparta), pure qui zona di confine con lo Spoletino. Restano chiusi, pertanto, sia il valico della Somma che il valico di Acquasparta.

Al lavoro il Nucleo investigativo antincendi boschivi (Niab) della Forestale che con squadre di esperti sta eseguendo da ieri i rilievi in ognuno degli undici siti devastati dalle fiamme. L’ipotesi che all’origine degli incendi ci sia la mano di uno o più piromani non è affatto sottovalutata, ma serve tempo. Da ieri gli uomini del Miab setacciano le aree alla ricerca di micce, mozziconi, tracce di vario tipo che possano fornire elementi per accertare eventuali responsabilità. Si ascoltano anche i residenti o i soggetti che hanno fatto scattare l’allarme nel tentativo di ricostruire le prime sequenze degli eventi.

AUDIO – PARLA UNO DEI RESIDENTI: «FIAMME A 10 METRI DALLE CASE»

A Molinaccio e Cecalocco il lavoro dei vigili del fuoco è proseguito senza sosta per tutta la notte e da qualche ora ad affiancare le squadre umbre sono giunte le colonne mobili dell’Abruzzo. Dopo la sospensione dei lanci nelle ore notturne sono tornati ad alzarsi in volo anche i mezzi aerei, il Canadair arrivato da Ciampino e l’elicottero Erickson della Forestale. Come noto, a causa del vasto incendio, nella giornata di venerdì, è stato necessario evacuare i tredici ospiti della residenza per anziani villa Silvana, mentre diverse famiglie si sono volontariamente allontanate dalle proprie abitazioni.

A Castel del Monte (Acquasparta) dove i boschi bruciano ormai da quasi 48 ore le squadre ternane sono supportate da colleghi di Todi e Pistoia. Il rogo è lo stesso che da giovedì pomeriggio sta martoriando le montagne ad est di Acquasparta, in direzione Spoleto. Anche qui le operazioni sono supportate dai lanci aerei di un Canaidair e di un elicottero della Forestale. Tornata alla normalità, almeno per il momento, la situazione a Villa Palma, dove i pompieri hanno spento gli ultimi focolai.

La coltre di fumo, il cui odore ha raggiunto il centro città di Terni, quello di Spoleto e pure diverse zone della Valnerina, non ha abbandonato i cieli del sud dell’Umbria. E anche il rumore degli elicotteri è ormai una costante sui cieli della regione con i mezzi aerei costretti a fare la spola tra il lago di Piediluco, quello di Bolsena e perfino il Trasimeno. Una situazione di emergenza, che non si ricordava da anni.

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