di Iv. Por.

«Ora che la legge ha stabilito che lo spegnimento degli incendi è di competenza dei vigili del fuoco, noi carabinieri forestali ci siamo concentrati esclusivamente sulle indagini e sulla vigilanza per trovare i responsabili e il risultato è che l’Umbria è tra le prime regioni italiane nel rapporto tra roghi e denunce». Il generale Guido Conti, affiancato dal colonnello Paolo Lepori (comandante provinciale di Terni) e dal tenente colonnello Loredana Farneti (vice comandante di Perugia) fa il punto della situazione a metà di una stagione che ha già mandato in fumo 252 ettari, di cui 174 di bosco.

VIDEO: ‘COSI’ DIAMO CACCIA AI PIROMANI’

Boom di incendi «Nei tre anni precedenti nella nostra regione c’erano stati incendi irrisori. Si pensi che lo scorso anno abbiamo registrato appena tre roghi per meno di 10 ettari interessati. Il 2017, per ragioni esclusivamente climatiche, vede finora 28 incendi boschivi e 24 non boschivi per una superficie di 252 ettari complessivi andati distrutti. I territori più colpiti sono il Trasimeno, in particolare Città della Pieve, l’Eugubino e la zona di Trevi, oltre ad alcune aree del Ternano-Narnese». La buona notizia è che gli sforzi investigativi hanno portato a individuare quasi il 25 per cento dei responsabili. «È una percentuale molto alta – spiega il generale Conti – che premia i nostri sforzi e anche una serie di scelte operate nel recente passato, come il disseminare il territorio di telecamere e fototrappole».

Dodici denunciati, un piromane In totale, delle 52 notizie di reato, 40 sono contro ignoti mentre in 12 casi è stato possibile risalire al presunto responsabile. Sei, nel dettaglio, sono i denunciati per incendio boschivo colposo, cinque per incendio non boschivo colposo e uno per incendio boschivo doloso (si tratta del 57enne finito ai domiciliari per aver dato fuoco a un uliveto a Trevi utilizzando carta igienica), mentre in un altro caso si sta verificando la posizione di un presunto piromane. «Nella gran parte dei casi – chiarisce Conti – si tratta di persone ultra 65enni dedite all’agricoltura, che credono di poter controllare un fuoco e invece gli sfugge di mano. Qualche volta restano anche ferite nel tentativo di spegnerlo».

Chi brucia, paga Il messaggio che viene lanciato dai carabinieri forestali è, da un lato, alla prudenza nell’utilizzo delle fiamme in agricoltura. Dall’altro di deterrenza nei confronti di potenziali piromani. «In Umbria – afferma Conti – abbiamo conoscenze e strumenti molto efficaci per le indagini di polizia giudiziaria, possiamo contare su una fitta rete di telecamere e inoltre abbiamo anche un protocollo con l’avvocatura della Regione per la richiesta dei danni sia al patrimonio che quelli per lo spegnimento ai responsabili degli incendi, siano essi dolosi o colposi». Danni che possono andare da qualche migliaio d’euro a cifre molto più elevate nel caso si debba far ricorso al Canadair per avere ragione delle fiamme.

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