L’Umbria è la regione dove il rischio di evasione è minore. Questo il risultato dell’analisi compiuta da Il Sole 24 ore che, comparando i consumi ai redditi dichiarati, ha misurato il polso delle varie zone del Paese, assegnando la maglia nera alla Calabria, seguono Sicilia e Val d’Aosta. Secondo il quotidiano economico complessivamente in Italia il divario tra i dati forniti da Fisco e Istat si aggira intorno ai 160 miliardi, dato che si gonfia ulteriormente quando il reddito disponibile è al netto delle imposte, tanto che in buon sostanza «ogni 100 euro dichiarati gli italiani ne spendono 120».
Rischio evasione in Umbria al 12.5% In Umbria a fronte di 14.984 miliardi di euro di consumi, sono stati dichiarati redditi per 13.321, con una differenza percentuale del 12.5% che, per Il Sole 24 Ore, rappresenta un indicatore importante del rischio di evasione, «perché fa capire quanto il tenore di vita risulti incoerente rispetto all’imponibile dichiarato». Rispetto al 2007 il dato ha registrato una variazione in diminuzione del 3.3%, con i consumi che si attestavano a 15.449 miliardi di euro e i redditi a 13.005 miliardi, divario del 18.8%. «I consumi sono scesi più dei redditi, segno che l’economia sommersa è andata più in difficoltà di quella regolare».
Agenzia delle Entrate, nel 2013 oltre 180 mila pratiche Lunedì l’Agenzia delle Entrate ha anche tirato le fila delle attività svolte nel 2013, una sorta di bilancio tecnico sulle 183.910 pratiche per servizi che vanno dall’attribuzione del codice fiscale e della partita Iva, alla compilazione e invio della dichiarazione dei redditi, alla registrazione dei contratti di locazione sino all’assistenza in materia di agevolazioni fiscali.
Pesano atti privati e assistenza su dichiarazioni irregolari In particolare, l’operazione più richiesta agli uffici territoriali umbri è stata la registrazione di atti privati (41.378), seguita dall’assistenza per comunicazioni e preavvisi relativi a dichiarazioni dei redditi irregolari o inesatte (25.940) e da rilascio del codice fiscale o della tessera sanitaria (18.258). Sono, invece, 5.480 i cittadini che sono stati aiutati nella compilazione e trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi, mentre si sono fermate a 5.365 le abilitazioni ai servizi on line.
Servizi web al 23% Per il web, fa sapere l’Agenzia delle Entrate, a fronte dei quasi 30 mila atti registrati nel 2013, ne sono passati 6.759, che tradotto significa che un 23% delle pratiche lavorate senza code agli sportelli e spostamenti dalla propria abitazione per gli interessati. Un dato non esattamente entusiasmante.
Rimborsati 120 milioni, perlopiù è Iva Sul fronte dei rimborsi l’attività di lavorazione e liquidazione delle istanze presentate dai contribuenti umbri ha portato a eseguire circa 28 mila rimborsi, tra Irpef, Ires, Iva ed altre imposte minori, come imposta di registro e tasse di concessione governativa, per un valore complessivo di 120 milioni di euro, così tornati nel circuito economico regionale. Di questi, oltre 98 milioni di euro sono stati destinati ai rimborsi Iva, ripartiti tra 1.447 professionisti e imprese, mentre quelli alle persone fisiche sono stati destinati invece a oltre 23mila contribuenti, per un totale di 15,1 milioni di euro.
