di Francesca Marruco
Undici arresti e sequestri per equivalente per un milione e quattrocento mila euro sono stati eseguiti stamani dalla Guardia di Finanza di Perugia in Umbria, Emilia Romagna, Abruzzo e Campania, che ha sgominato un’organizzazione criminale dedita all’importazione di gasolio dalla Slovacchia che, entrando in Italia da Gorizia, veniva poi rivenduto senza il pagamento dell’accisa. Secondo quanto ricostruito dalle indagini del Gico e del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Perugia, l’organizzazione, tramite una cartiera dell’Aquila, in poco più di un anno e mezzo ha emesso fatture inesistenti per circa 2.500.000 euro per ‘regolarizzare’ in tutto 1.500.000 litri di gasolio che sono stati rivenduti producendo un grosso guadagno per i promotori.
Champions L’operazione denominata ‘champions’ è stata presentata venerdì mattina al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia dal generale Cristiano Zaccagnini, dal colonnello Vincenzo Tuzi e dal tenente colonnello Enrico Blandini. «Oggi – ha spiegato il generale – ricorre il 239° anniversario della Guardia di Finanza, e non c’è modo migliore di celebrarlo che con una brillante operazione in un settore del tutto particolare. Il problema del contrabbando del gasolio crea un notevole danno alle casse dello Stato».
Alcuni particolari Le indagini hanno permesso di appurare che il carburante veniva rivenduto al 20-30 % in meno del prezzo di mercato. In Umbria veniva rivenduto in un distributore abusivo situato accanto ad un ristorante a Torgiano, alle porte di Perugia, da cui è partita tutta l’indagine. Lo gestiva un albanese di 41 anni arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Nel resto d’Italia, il carburante veniva ceduto, in alcuni casi, in distributori abusivi e in altri in regolari pompe di benzina, i cui titolari potevano anche essere ignari della provenienza illecita del carburante. La posizione dei clienti che compravano carburante di contrabbando a Perugia è al vaglio degli inquirenti e potrebbero rischiare un’incriminazione per riciclaggio, visto che, comprando il carburante in una baracca con una pompa di benzina fatta a casa, erano coscienti di acquistare un bene di contrabbando. Ed è stato proprio partendo da questo distributore totalmente abusivo che, gli uomini del colonnello Vincenzo Tuzi hanno seguito e intercettato gli autisti che trasportavano carburante in Italia,ricostruendo tutta la filiera, fino ai capi del’organizzazione.
Gli arresti In manette sono finite 11 persone, una delle quali risultata essere già in carcere per associazione camorristica in Campania, e sono state sequestrate 5 motrici che servivano per il trasporto del carburante, beni per centomila euro e immobili per 500mila euro, quale profitto illecito corrispondente all’importo sottratto al fisco, tra cui una villa con ascensore interno e leoni in marmo nel napoletano. Agli arrestati viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito internazionale di gasolio e fatture false. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip Carla Giangamboni su richiesta del pubblico ministero titolare dell’indagine Claudio Cicchella.
