«Impianto di fitodepurazione di Castelluccio è modello per l'Umbria»

«L’impianto di fitodepurazione di Castelluccio di Norcia può rappresentare un modello di utilizzo per lo smaltimento dei reflui urbani in Umbria». Queste le parole dell’assessore regionale Stefano Vinti nell’ambito di un convegno svoltosi nella città di San Benedetto, presente il sindaco Nicola Alemanno, proprio sull’investimento compiuto dalla Regione e funzionante dall’inizio del 2014.

Salari: «Costi dimezzati» Già, perché il presidente della Vus Maurizio Salari durante il suo intervento ha messo chiaro: «I costi risultano praticamente dimezzati e la pressoché assenza di consumi energetici portano a concludere che quello di Castelluccio potrebbe essere un modello ripetibile per la depurazione di molte altre realtà umbre». L’impianto, ubicato in un’area pianeggiate a circa 600 m dal centro di Castelluccio e a un’altitudine di 1.300 metri, è impostato in due fasi fisicamente distinte. La prima, di pretrattamento, è realizzata in una zona a margine della strada facilmente raggiungibile per controlli e manutenzioni, mentre la seconda di fitodepurazione è posizionata a valle così da poter essere alimentata per gravità.

L’impianto di fitodepurazione di Castelluccio di Norcia Interamente a flusso sommerso per evitare la proliferazione di insetti o la formazione di cattivi odori, l’impianto, ha spiegato l’ingegnere della Regione Paolo Felici, è stato realizzato nel rispetto della naturalità dell’ambiente e del paesaggio, sorgendo nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Unica nota dolente è l’aumento dei costi e le difficoltà operative che si verificano durante l’estate quando, il delizioso borgo si popola di 500, 600 persone con annesso aumento dei volumi delle acque reflue.

Vinti «È uno degli impianti più grandi mai realizzati in Umbria e nel territorio nazionale per la depurazione completa dei liquami urbani – ha spiegato l’assessore Vinti –  si presenta in modo estremamente naturale, senza che siano visibili opere edilizie ed elettromeccaniche, anche perché quello della fitodepurazione è un sistema che utilizza il filtraggio naturale, l’aiuto di microbatteri e vive grazie alle piante. L’energia utilizzata, in confronto ad altri impianti, è praticamente assente. Il sistema di trattamento è, pertanto, di tipo naturale e permette di trasformare liquami in acqua. Ad interventi conclusi, ad inverdimento definitivo, il risultato sarà uno dei tanti rettangolini verdi, un elemento dello splendido puzzle che compone la tela che copre queste terre».