domenica 27 settembre - Aggiornato alle 08:30

Il rugby, il nuoto, parrocchia e volontariato: le due vite spezzate di Flavio e Gianluca

Gli amici dei due adolescenti morti nel sonno: «Ragazzi stupendi, pieni di vita: amavano lo sport e stare con gli amici»

di Massimo Colonna

Avevano organizzato una partitella tra amici per festeggiare un’occasione particolare. «Gianluca era felice perché tra qualche giorno avrebbe iniziato a fare il volontario in Comune». Ed ecco così quella giornata vissuta insieme agli amici, anche insieme a Flavio, uno di quelli con cui trascorreva più tempo. Gli amici, la famiglia, poi le passioni per il rugby, il nuoto, la scuola e anche le attività in parrocchia. Questo il mondo di Flavio e Gianluca, ritrovati morti nel proprio letto nella notte tra lunedì e martedì.

Chierichetto «Gianluca lo conoscevamo praticamente tutti nel quartiere – spiegano gli amici di San Giovanni – è cresciuto insieme a noi: da tempo abitava qui con la sua famiglia e aveva un sacco di amici». «Era un ragazzo buono – spiega una conoscente della famiglia – avevano organizzato la partita insieme l’altro giorno per festeggiare il fatto che Gianluca a breve avrebbe iniziato a fare il volontario in Comune. Era pieno di attività, amava il nuoto, per un periodo aveva anche giocato a calcio. E poi tutte le domeniche si svegliava presto e alle 9 era pronto per la messa. Per un periodo ha anche fatto il chierichetto. Un ragazzo di buona volontà». Un ultimo pomeriggio insieme dunque prima di iniziare la nuova esperienza. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due sarebbero stati con gli altri nel pomeriggio, per trascorrere poi la serata insieme, prima di tornare ognuno a casa propria.

Il rugby Per Flavio la passione per la palla ovale: fino alla squadra Under 12 ha giocato nel Terni Rugby. «Poi si è allontanato dal gruppo sportivo – spiegano gli amici – anche se la società aveva fatto di tutto per farlo rientrare a giocare» . Le serate insieme a San Giovanni, poi quelle al quartiere di San Valentino. Fino poi alle conoscenze sbagliate. I carabinieri martedì hanno sentito una ventina di amici e conoscenti per riuscire a ricostruire le ultime ore di vita dei due giovani. Alcuni di loro hanno parlato di paracodeina e metadone. Sarà l’autopsia, programmata nelle prossime ore a Perugia, a stabilire le cause della morte.

Gli amici della palla ovale «Questa tragedia ci segna profondamente. Flavio era un caro ragazzo e lo abbiamo sempre considerato un membro del club. Di tanto in tanto, partecipava ad una cena con i vecchi compagni di squadra o ci faceva visita direttamente al campo. Per questo non abbiamo mai smesso di sperare che decidesse di tornare a giocare. Il rugby ha sempre fatto parte della sua famiglia: il fratello Enrico da giocatore è diventato arbitro, la mamma Silvia presta spesso il servizio come medico in campo durante le partite di campionato, mentre il papà Fabio non mancava mai di portare qualche regalo da consumare insieme in clubhouse. Al di là della retorica, per noi il club è una famiglia. La squadra perde un amico e un compagno, noi perdiamo un figlio».

Twitter @tulhaidetto

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