Il procuratore capo Gianfranco Riggio (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

«Non siamo mai stati ufficiali di nave da crociera e non abbiamo mai fatto operazioni di inchino, preferendo di gran lunga guardare tutti dritto in faccia, senza mai nasconderci, perché noi non abbiamo mai avuto niente di cui vergognarci». Avrà anche scelto la pensione il procuratore capo Gianfranco Riggio, ma «porterà sempre la toga cucita sulla pelle», come ha detto il sostituto Gennaro Iannarone, ricordando una frase che amava pronunciare parlando di sé Oscar Luigi Scalfaro,

«Magistrati respingano tentazioni ideologiche» Già, perché nel discorso di commiato con cui ha voluto salutare e ringraziare tutti, dai colleghi ai giudici, passando per avvocati, forze dell’ordine e personale amministrativo del tribunale, Riggio ha voluto ricordare a tutti che ogni magistrato ha il dovere «di respingere qualsiasi tentazione ideologica, sociale, religiosa o sessuale, riconoscendo il primato della legge, nostra sovrana e padrona assoluta».

«Rapporto paterno con i sostituti»Parole a tratti commosse pronunciate in un’aula di tribunale gremita. Un momento che per la riservatezza e sobrietà che lo hanno sempre contraddistinto avrebbe volentieri evitato, «avevo pensato di andarmene alla chetichella perché sentivo il peso dell’emozione, ma poi ci ho riflettuto e ho capito che le emozioni vanno vissute». E così ha voluto raccontare del «rapporto paterno ed esemplare» avuto con i magistrati succedutesi negli ultimi sette anni alla procura di Spoleto. «Con tutti voi – ha scandito – non ci sono mai stati contrasti intesi come conflitti e sono convinto che abbiamo svolto un gran bel lavoro».

A forze dell’ordine e avvocati Parole importanti, Riggio le ha pronunciate anche guardando la folta schiera di forze delle ordine che non hanno mancato l’appuntamento: «Vi ringrazio per tutto quello che fate quotidianamente e vi prego di continuare a essere gli angeli custodi dei cittadini di questo bellissimo territorio fatto di gente onesta e perbene». Nel cuore porterà anche uno splendido ricordo degli avvocati del Foro di Spoleto ai quali ha riconosciuto senza esitazione «un altissimo senso deontologico che vi permette di interpretare la professione in modo antico e nobile, da voi non mi sono mai aspettato sgambetti e sono ben consapevole che non è così ovunque»

Preghiera del buonumore Dopo il delicato ricordo dedicato alla moglie e alla figlia scomparse, Riggio ha voluto mettere un punto ai 47 anni di servizio prestato nei tribunali di ogni grado del Paese, leggendo la Preghiera del buonumore di Thomas More, «personaggio di eroica coerenza». La stessa che in molti gli riconoscono. Anche se lui con la sua innata eleganza si limita a dire: «Non ho fatto nulla di eroico né di speciale, ma solo il mio dovere».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.