di C.F. e F.M.
«Il marchio Puma per gli scarpini di Mario Balotelli è mio, me lo hanno copiato». Questo il nocciolo del ricorso depositato da Gabriele Casagrande, pizzaiolo quarantenne di Gubbio, che nel 2013 ha regolarmente registrato il marchio MB45, prendendo spunto dal rimorchiatore russo Morsokoy Buksir, noto appunto come MB45, per produrre una linea di occhiali da sole, scarpe e abbigliamento.
Il marchio MB 45 conteso La stessa sigla è stata scelta dalla nota azienda di abbigliamento sportivo Puma che in occasione della partita di domenica 16 novembre Italia-Croazia, valevole per la qualificazione agli Europei 2016, ha annunciato la nuova linea MB45. Da qui il ricorso presentato giovedì mattina al tribunale civile di Roma dagli avvocati Luca Maori ed Emanuele Montelione, che assistono l’imprenditore eugubino.
Il ricorso di Gabriele Casagrande La notizia è stata riportata da Il Messaggero dell’Umbria e dall’edizione nazionale nelle pagine dello sport, ma Umbria24.it dispone della carte del ricorso. In particolare, Casagrande ha depositato la richiesta di registrazione del marchio ad agosto 2013 e la pratica si è conclusa positivamente con la concessione nell’aprile scorso. Da qui l’acquisto del dominio mb45.it per la vendita online dei prodotti, di cui almeno per gli occhiali è già stata avviata la produzione. In questo senso gli avvocati parlano della «sussistenza obiettiva di un rischio di confusione fra i segni distintivi dei due marchi, fatto ampiamente corroborato dalla notorietà del resistente (Puma, ndr) che implica – si legge nel ricorso – una valutazione dei rischi confusori ben più severa e rigorosa di quella applicabile nel caso non godesse di fama, perché – scrivono – l’imprenditore titolare del marchio potrebbe aver difficoltà a fornire i propri prodotti essendo confuso con un altro soggetto ben più noto».
A rischio il marchio originale di Gubbio A complicare il tutto, secondo i legali di Casagrande, anche l’analogia delle merci commercializzate, cioè scarpe e abbigliamento. A ogni buon conto gli avvocati evidenziano: «Puma è in grado di creare un’immediata notorietà al marchio MB45 e se non si fermasse immediatamente i diritti del ricorrente verrebbero immediatamente preclusi, causando tra le altre un pregiudizio diffuso in termini di sviamento della clientela che sarebbe difficilmente quantificabili in termini risarcitori».
Inibire il marchio e 2.500 euro per ogni violazione Al giudice civile di Roma che esaminerà la causa, gli avvocati Maori e Montelione chidono l’inibizione a Puma del segno grafico MB45, il sequestro di tutti i prodotti Puma MB45, la pubblicazione del provvedimento su La Gazzetta dello Sport e la Repubblica, ma soprattutto sanzioni a Puma non inferiori a 2.500 euro per ogni singola violazione della proprietà del marchio.
