di Enzo Beretta
Una giovane di 17 anni, Maria Elia, è morta domenica 27 marzo all’ospedale di Perugia. È arrivata al Santa Maria della Misericordia durante la notte tra venerdì e sabato, accompagnata dalla madre, aveva qualche linea di febbre e mal di gola. Era vaccinata e dagli esami è risultata negativa al Covid. Dal pronto soccorso è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva: le condizioni di salute sono peggiorate con il trascorrere delle ore e domenica è morta.
Finora nessun indagato Sull’episodio la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un’indagine: l’ipotesi d’accusa riguarda l’omicidio colposo. Per il momento il fascicolo è contro ignoti, non ci sono indagati, novità importanti però potrebbero arrivare dall’autopsia che è iniziata giovedì pomeriggio. Il pm ha incaricato come proprio consulente il medico legale Donatella Fedeli, gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza che assistono la famiglia della studentessa si sono invece affidati ad Andrea Fornari e Carmine Gallo.
Lunedì i primi malori La vicenda della morte di Maria è inquietante. I primi malori ha iniziato ad accusarli lunedì – si apprende da fonti vicine alla famiglia – qualche colpo di tosse, poi uno strano eritema alle braccia. Nonostante i vaccini regolarmente fatti negli ultimi mesi si è pensato al Covid ma il tampone della farmacia ha scongiurato la presenza del virus. C’è stata la chiamata al medico di base, la solita Tachipirina, man mano però sono stati avvertiti dalla giovane fastidiosi sensi di nausea, conati di vomito e problemi respiratori. Per questa ragione durante la notte tra venerdì e sabato, quando si trovava a casa con la mamma, è stata accompagnata in ospedale.
La raccolta fondi L’esito, «trentasei ore dopo», come scrive il padre Gennaro in un link utile per la raccolta fondi, è stato drammatico. «Vogliamo la verità – dice il commerciante, originario di Cotronei ma da tempo a Perugia -. La raccolta fondi servirà a fare luce sulla dinamica della morte di Maria», una «forza della natura», il cui «entusiasmo e sogni si sono spenti». «A distanza di un’ora dal suo arrivo in ospedale – si legge – è stata sedata e intubata». I genitori di Maria specificano di «non voler puntare il dito contro nessuno» ma ritengono «chiaramente legittimo voler capire cosa ha provocato la morte e sapere la verità». E «pretendono giustizia se la verità porterà alla luce responsabilità da parte di qualcuno».
Ospedale: decorso clinico repentino La Direzione dell’Azienda ospedaliera fa sapere che «noniostante le cure intensive garantite dai sanitari il decorso clinico è stato così repentino da condurre la giovane al decesso in meno di 48 ore».
