di Chiara Fabrizi
«Come Comune ci costituiremo parte civile nel processo per l’uccisione di Obi e lo faremo anche per il femminicidio di Laura Papadia». Lo ha annunciato il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, giovedì pomeriggio in piazza Fontana nel momento di raccoglimento voluto da varie componenti della comunità cittadina per salutare Bala Sagor, il richiedente asilo di 21 anni ucciso e mutilato da Dmytro Shuryn, il cuoco ucraino di 33 anni che ha confessato il delitto. Il sindaco ha anche annunciato che i giardini di via Primo Maggio, dove sono stati rinvenuti i resti di Obi, saranno a lui intitolati.
FOTOGALLERY: SPOLETO SI STRINGE ATTORNO ALLA COMUNITÀ BENGALESE
Commozione A prendere la parola Hasan, anche lui bengalese, che lavorava in cucina insieme a Obi: visibilmente commosso il collega ha detto «era come un fratello piccolo» e «non so perchè quella mattina sia andato lì, glielo dicevo di non andare in giro». In piazza Fontana anche Silvia Rondoni di Arcisolidarietà ora d’aria, l’associazione che gestisce il progetto di accoglienza della Prefettura di Perugia in cui era inserito Obi: «Le immagini di Obi che si stanno proiettando sul muro raccontano tutta la vitalità di questo ragazzo, che non dimenticheremo, anche cercando di fare il possibile per la sua famiglia». Profonda commozione anche per lo chef Eros Patrizi titolare del ristorante «Il tempio del gusto», dove Obi lavorava: «Era diventato uomo da ragazzino. Mi ha raccontato tante volte di come la morte abbia bussato alla sua porta durante il viaggio dal Bangladesh all’Italia e l’aveva sempre scampata».
