Le violenze sugli anziani

di Re.Te.

Sulla vicenda della casa di riposo di Terni interviene anche il mondo politico umbro. Per Raffaele Nevi, capogruppo del Pdl in consiglio regionale, «quanto emerso dalle indagini è inquietante e pone un problema serio circa i controlli della Regione sulle strutture convenzionate». L’esponente del Pdl si dice «deciso a chiedere la convocazione di un’audizione urgente delle strutture della Regione e della Asl, anche per capire bene come il legislatore regionale possa spingere verso un innalzamento della qualità dell’assistenza, evitando di mettere sullo stesso piano chi ha strutture di qualità e chi invece ha strutture di scarsissima qualità con operatori poco qualificati».

«Dove sono i controlli?» Damiano Stufara, capogruppo di Rifondazione comunista – Fds, parla di «situazione di inaudita gravità, caratterizzata dalla colpevole assenza di controlli su una struttura, come quella di Terni, convenzionata con il servizio sanitario regionale a cui compete la sorveglianza sui servizi erogati da terzi». Per il capogruppo di Rifondazione, che preannuncia un’interrogazione urgente sul tema, «l’elevata qualità dell’assistenza sanitaria in Umbria non è assolutamente compatibile con le brutalità denunciate dalle indagini. Per questo – aggiunge – vanno potenziati i controlli, per scongiurare che simili intollerabili condizioni siano presenti anche altrove».

Spi Cgil all’attacco Ancor più drastica Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil, sigla che raccoglie i pensionati: «Bisogna chiudere tutte le case di riposo lager. Le istituzioni non possono permettere che nel proprio territorio esistano strutture che abusano di chi è fragile e indifeso. Ci rivolgiamo a loro perché facciano più controlli». Per la sindacalista «non si può parlare di casi isolati, ma c’è un problema complessivo su come gli anziani vengono trattati nelle strutture per la terza età, soprattutto in quelle private». Infine un invito: «le associazioni che rappresentano le case di riposo devono assumersi la responsabilità di operare verifiche e controlli per mettere fine a quella che ormai è diventata una vera e propria vergogna nazionale».

«Indignazione e rabbia». Questi i sentimenti espressi dalla Cgil di Terni dopo la denuncia degli abusi all’interno della residenza per anziani: «insieme allo Spi e alla Funzione pubblica – spiegano dal sindacato – da tempo chiediamo alle istituzioni locali un attento controllo sulle strutture di ricovero. La gestione delle strutture private in convenzione non può essere lasciata alla sensibilità umana degli operatori. Richiede invece professionalità, rigore e serietà sui comportamenti, attraverso una costante e puntuale verifica degli standard previsti». Per la Cgil della provincia di Terni «nella cura per chi vive il disagio non possono esserci solo risparmi e compatibilità economiche tese a ridurre prestazioni e professionalità. Per questo – afferma il sindacato – chiediamo un tavolo di confronto con i soggetti interessati, istituzioni e parti sociali, per verificare lo stato di salute di tutte le residenze protette, pubbliche, private e in convenzione».

Di Girolamo e Bucari Nel pomeriggio di martedì il sindaco, Leopoldo Di Girolamo e l’assessore alle Politiche Sociali, Stefano Bucari, hanno fatto visita alla struttura Villa Maria Luisa: «Abbiamo voluto – dichiarano gli amministratori – portare la nostra solidarietà agli anziani ricoverati in questa casa di riposo privata e alle loro famiglie, che necessitano di una attenzione e di un sostegno che è ben lontano da quanto si evince dalle sconvolgenti immagini frutto dell’attività dell’autorità giudiziaria».  Il sindaco e l’assessore hanno ricordato la «grande passione, onestà e capacità» della stragrande maggioranza delle persone che operano in questo settore «che ancora oggi pongono la nostra città ai vertici delle classifiche nazionali. Da parte nostra – hanno garantito – metteremo in campo, insieme alla Asl, tutte quelle iniziative e quegli strumenti affinché fatti come quelli evidenziati in queste ore dall’autorità giudiziaria non vadano assolutamente a ripetersi».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.