di Daniele Bovi
Dovranno restituire al Comune di Schegino quasi quattromila euro due dipendenti dell’amministrazione ritenuti colpevoli, nell’ambito di un avviso pubblico, di aver favorito una collega. A stabilirlo è una sentenza della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti. I fatti risalgono al 2011, quando il piccolo Comune decide di realizzare un opuscolo che contiene una serie di informazioni su storia, arte, cultura e turismo del territorio.
La vicenda L’amministrazione pubblica un avviso, al quale si presentano in due: una dipendente del Comune che lavorava nell’ufficio del sindaco e un esterno. La commissione giudicatrice (della quale facevano parte i due dipendenti) assegna a entrambi lo stesso identico punteggio, motivo per cui la procedura viene vinta dalla dipendente comunale. Il secondo classificato decide così di rivolgersi al Tar, che nel 2019 condanna il Comune al pagamento di 500 euro come risarcimento danni «per lesione della chance» e 1.500 euro di spese legali.
La sentenza Nel provvedimento la magistratura amministrativa sottolineava che «non è dato sapere il motivo per cui la commissione ha attribuito ai due unici candidati lo stesso punteggio pur in presenza di curricula decisamente differenti, vantando il ricorrente sia un numero decisamente superiore di pubblicazioni (12 contro 3), sia l’aver prestato servizio presso la Pubblica amministrazione per periodi molto più lunghi (24 mesi di servizio contro 6)». Secondo la sentenza della Corte dei conti però a differenza di quanto ritenuto dalla Procura contabile il dolo non è provato a sufficienza, motivo per cui l’importo da risarcire è stato ridotto da 5.211 euro (cifra comprensiva delle spese legali sostenute dal Comune e dal risarcimento danni stabilito dal Tar) a 3.908.
