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sabato 28 maggio - Aggiornato alle 18:46

Guardia di Finanza di Perugia sequestra resort in Sardegna e altri immobili per 10 milioni

Destinatario della misura un imprenditore abruzzese del settore della costruzioni in passato coinvolto in una frode

di C.F.

La Guardia di Finanza di Perugia ha sequestrato un resort in Sardegna e diversi appartamenti in Abruzzo per un valore complessivo di 10 milioni di euro. La misura di prevenzione è scattata a carico di un imprenditore abruzzese, in passato coinvolto in un’inchiesta della procura di Perugia per reati tributati. A procedere in questo caso è stato il tribunale di L’Aquila su proposta della Procura di Pescara, disponendo la misura di prevenzione patrimonio a carico dell’imprenditore attivo nel settore immobiliare, delle costruzioni e turistico-alberghiero eseguita mercoledì pomeriggio dagli uomini del Gico, a cui sono state delegate le indagini durate due anni.

Guardia di Finanza di Perugia sequestra resort in Sardegna In particolare, il procuratore aggiunto di Pescara, Annarita Mantini, ha spiegato che il provvedimento è scattato all’esito di una serie di accertamenti di natura patrimoniale eseguiti d’iniziativa dalla Guardia di Finanza nei confronti dell’imprenditore e dei suoi familiari. Per il magistrato i soggetti sono «caratterizzati da pericolosità sociale» perché gravati da numerosi precedenti penali e carichi pendenti per reati di natura economico-finanziaria. Nel dettaglio, gli uomini del Gico comandati dal maggiore Michelangelo Tolino hanno effettuato una ricognizione sulla totalità degli degli asset patrimoniali e finanziari direttamente e indirettamente nelle sue disponibilità, nel senso che parte del patrimonio a lui riconducibile era stato intestato ai familiari. Lo screening ha permesso agli uomini delle fiamme gialle di accertare la sproporzione tra i beni dell’imprenditore abruzzese e i redditi dichiarati, che secondo gli inquirenti sono da ricondursi ad acquisti effettuati con i proventi delle attività illecite commesse nel tempo, vale a dire plurime bancarotte fraudolente e reati tributari. Nella minuziosa ricostruzione, i militari del Gico hanno acquisito ed esaminato documentazione bancaria e amministrativa degli ultimi 20 anni, oltre a una serie di atti relativi a compravendite e le relative movimentazioni, riuscendo così, sostiene la Procura di Pescare, a collegare i reati contestati all’uomo con le acquisizione di patrimonio

@chilodice

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